Azienda ospedaliera Mater Domini, stato di agitazione dei medici

Venerdì 05 Ottobre 2018 09:50 di Redazione WebOggi.it

Il direttivo CISL Medici dell’Azienda Mater Domini ha deciso di proclamare lo stato di agitazione, cui seguiranno altre iniziative sindacali, in considerazione del comportamento poco trasparente della Direzione Aziendale. “La gestione – evidenzia il Segretario Regionale della Cisl Medici Calabria, dott. Nino Accorinti -  risulta inadeguata ed incoerente considerando, in primis, la mancata rivalutazione dei fondi contrattuali che, come rappresentato dalla stessa Amministrazione, nel 2017 – e ragionevolmente ancor di più sarà nel 2018 – presentano una “diseconomia” dovuta alle stabilizzazioni ed alle assunzioni, ma anche al personale che era stato assunto in sostituzione poi rimasto in servizio ed adesso perfino ai comandati. E’ di palese evidenza che in assenza della loro rideterminazione, come prevedono i contratti nazionali, non si può pretendere di retribuire il personale con le stesse risorse calcolate per un numero inferiore di dipendenti e di servizi. Tutto ciò malgrado le organizzazioni sindacali hanno rappresentato in una riunione di contrattazione il danno che tale comportamento determina sul trattamento accessorio della dirigenza medica. La inadeguatezza gestionale è chiara e l’assenza della nomina di un Direttore Amministrativo non trova più alcuna valida giustificazione, neanche giuridicamente.       Occorre rilevare, altresì, l’assenza di trasparenza per ciò che concerne le assunzioni ed i medici comandati (in un caso il direttore della struttura non ne era a conoscenza!), ovvero si pensi agli accordi sottoscritti ma non rispettati come nel caso dell’indennità di reperibilità, l’incoerenza sul regolamento dell’orario di lavoro, peraltro mai deliberato, che la CISL ha contestato (al contrario dell’affermazione del Direttore Belcastro sulla stampa). Ed infine, la disparità di trattamento con la dirigenza amministrativa e con i medici universitari. In quest’ultimo caso risulta inopportuna l’attribuzione, con delibera n. 276/DG del 27.04.2018, della responsabilità di struttura complessa per la gestione di un progetto ad un medico universitario.  Ciò in presenza di un piano di rientro dal debito sanitario, in assenza del nuovo protocollo d’Intesa Università-Regione ed alla mancata applicazione dell’istituto della sostituzione in due strutture ospedaliere che da anni sono privi dei responsabili. Quindi due pesi e due misure! Inoltre, risulta offensiva per tutta la categoria dei medici e delle istituzioni universitarie, ma anche dannosa per lo stesso management, la gravissima e recente affermazione sulla stampa dello stesso Belcastro, secondo cui alcuni medici hanno visto l’ultimo malato “quando hanno sostenuto l’esame di anatomia da studente”.  Un Direttore Generale che da oltre dieci anni, nel Campus di Germaneto, ha amministrato prima la Fondazione Campanella (non dimenticata la trasmissione di Report su RAI 3!) poi fallita e successivamente l’Azienda Mater Domini farebbe bene ad occuparsi della gestione degli Uffici amministrativi ma principalmente dei debiti milionari dell’Azienda Ospedaliera Universitaria, anziché lasciarsi andare a commenti poco edificanti per la struttura sanitaria di cui lo stesso è a capo da anni”. “La Cisl Medici – conclude il segretario regionale Accorinti -  stigmatizza quanto sta avvenendo all’interno dell’Azienda “Mater Domini” ed ha incaricato un legale per ricorrere all’autorità giudiziaria, a fronte di decisioni penalizzanti per la categoria dei medici, ed alla loro tutela in ogni sede”.  


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