
Atti di interpello inadempienza morosità per canoni idrici notificati da So.g.e.t. s.p.a.
Sabato 25 Febbraio 2017 13:53 di Redazione WebOggi.it
In tema di riscossione dei canoni idrici condominiali è di questi giorni la notizia che la SO.G.E.T. S.p.A., società concessionaria del Comune di Catanzaro, stia notificando agli amministratori di condominio della città gli atti di “interpello inadempienza morosità” per fatture acqua insolute, chiedendo i dati dei condòmini morosi in relazione al pagamento dei canoni idrici dovuti dai condomini all’Ente comunale. Tali atti di “interpello” sono stati inviati dalla SO.G.E.T. S.p.A. a seguito di quanto richiesto e argomentato dal sottoscritto nel corso degli incontri organizzati a Palazzo Doria con l’assessore al patrimonio comunale Filippo Mancuso, che ha favorito il dialogo tra gli amministratori dell’Unione Professionisti Amministratori Condomini e i rappresentanti della società incaricata della riscossione dei canoni acqua. Le richieste della SO.G.E.T. S.p.A., che sono propedeutiche all’avvio di procedure esecutive, sono state notificate ai sensi dell'art. 63 delle Disp. Att. al Codice Civile, introdotto dalla L. 220/2012, il quale prevede che: “i creditori non possono agire nei confronti degli obbligati in regola con i pagamenti se non dopo l'escussione degli altri condomini” e stabilisce, inoltre, che l'amministratore “è tenuto a comunicare ai creditori non ancora soddisfatti che lo interpellino i dati dei condomini morosi”. L’amministratore di condominio, nell’ottemperare all’obbligo di comunicazione imposto dalla legge, dovrà trasmettere una raccomandata a/r alla SO.G.E.T., presso la sede legale di Pescara, o una p.e.c. con “Nome Cognome e Codice Fiscale” dei condòmini morosi e relative quote a debito, in base allo stato di ripartizione delle spese concernenti la fattura per canoni idrici rimasta insoluta. Nel caso in cui l'amministratore si rifiutasse di consegnare l'elenco dei morosi alla SO.G.E.T. rischierebbe di pagarne personalmente le conseguenze, in quanto la sua inerzia a comunicare i dati configurerebbe un comportamento sanzionabile, assunto peraltro che nel caso di inadempienza la società incaricata della riscossione dei canoni acqua “riterrà assolto l’obbligo di interpello”. Attenzione dunque ai tempi utili per l’informativa, che va trasmessa entro “venti giorni” dalla ricezione dell’atto di “interpello” notificato dalla SO.G.E.T. all’amministratore, il quale per la liceità della comunicazione dei dati relativi ai condomini morosi non deve verificare la sussistenza del consenso del condomino interessato o della causa di esonero dal consenso, ex art. 24, lett. f), del D.lgs. 30 giugno 2003, n. 196, prevista per le ipotesi di trattamento volto a far valere o difendere un diritto in sede giudiziaria. È ovvio che i dati personali dei condòmini morosi si presume siano già in possesso dell’amministratore, che per legge ha l’obbligo di curare la tenuta del registro di anagrafe condominiale, ai sensi dell’art. 1130, n. 6 del Codice Civile, e che in caso di inosservanza può essere revocato dall’incarico. Pertanto gli amministratori che non hanno provveduto ad aggiornare il registro di anagrafe o che non hanno tenuto una contabilità corretta negli anni rischiano di creare un danno al condominio amministrato. A tal proposito occorre specificare che, a seguito della notifica dell’atto di interpello della SO.G.E.T., l'amministratore di condominio è obbligato ad inoltrare alla stessa società di riscossione non un elenco generico di tutti i condòmini morosi per tutte le quote condominiali, che fanno riferimento anche a debiti di altra natura, ma soltanto le morosità riferite al debito acqua. In conclusione ritengo che le modalità poste in essere dalla SO.G.E.T. S.p.A. sulla scorta della mia richiesta, che è mossa dall’esigenza di tutelare i condòmini solventi, rappresenti in materia di riscossione dei canoni idrici il primo esempio in Italia di applicazione corretta della riforma sul condominio (L. 220/12), con un’utilità tangibile per il Comune, che potrà ottimizzare i tempi di riscossione, e per il Condominio, che con la sollecita cooperazione dell'amministratore ed attraverso una prestabilita ed ordinata sequela di adempimenti potrà estinguere integralmente il proprio debito.
Avv. Michele Orefice Presidente U.P.A.C.
