Assolto Aiello, giovani Ap: "sentenza che attendevamo con ansia"

Domenica 26 Novembre 2017 19:08 di Redazione WebOggi.it

Da sempre vicini al Sen. Piero Aiello, durante questa surreale vicenda giudiziaria, attendevamo con ansia la recente sentenza, con la quale la Corte Suprema di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Procuratore Generale presso la Corte di Appello di Catanzaro, scrivendo definitivamente la parola fine ad una agonia non soltanto politica, ma anche e soprattutto umana – ad affermarlo in un comunicato stampa il movimento regionale dei giovani di AP.   Ci sono voluti molti anni e si sono dovuti espletare tutti i gradi di giudizio affinché si potesse dimostrare la totale estraneità dei fatti contestati all’amico Piero Aiello. Non possiamo neanche immaginare – continuano –  quanta forza di volontà ci sia voluta per sopportare questo peso enorme e quanta pazienza per aspettare di volta in volta il giudizio dei giudici.   Una vicenda assolutamente incredibile sia nei fatti contestati, sia nei toni utilizzati dai media per riportarla. Non dimenticheremo mai – aggiungono – il titolo di apertura del Tg di Rai1 o di tante altre redazioni nazionali e locali; non dimenticheremo mai i fiumi di inchiostro che si sono consumati nella ricostruzione fantasiosa delle corruttele elettorali oggetto di indagini. Per alcuni, protagonisti mediatici della giustizia sommaria, il giudizio era già stato espresso: colpevole! Colpevole di godere dell’affetto di tanti amici e di conquistare valanghe di preferenze in una regione come la Calabria. E per qualcuno - ma fortunatamente non per tutti - sei hai tante preferenze in Calabria devi per forza di cose essere legato ad ambienti criminosi. Eppure, questo travagliato iter giudiziario, ha potuto notificare a molti che ci sono uomini anche in Calabria, come il sen. Aiello, che la politica la fanno in modo limpido, ascoltando ogni giorno i loro elettori e tenendo le dovute distanze da atti di corruttela di qualsivoglia natura.   Chi ha conosciuto e frequentato il sen. Aiello sapeva perfettamente che non v'erano dubbi sulla sua estraneità ai fatti contestati e che dimostrare la sua innocenza sarebbe stata solo una questione di tempo.   Un sentito plauso, inoltre, va rivolto all’avv. Nunzio Raimondi, il quale ha gestito la linea difensiva con grande tenacia, coraggio e professionalità. Sarebbe, infine, interessante, - concludono - così come suggerito dal suddetto difensore, aprire un dibattito pubblico sul tema di una ormai necessaria riforma della giustizia, che faccia compiuta attuazione del principio costituzionale di non colpevolezza garantendo il giudicato assolutorio oltre il secondo grado di giudizio di merito e limitando l’impugnazione in cassazione sulla base di meri e pervicaci attacchi della pubblica accusa, assolutamente infondati e, talora, come nel presente caso, addirittura inammissibili. È giusto, infatti, che il P.M. faccia la sua parte nel processo, ma occorre tutelare in modo più incisivo il diritto dell’imputato assolto, anche in secondo grado, a non essere “martirizzato” per un tempo infinito.


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