
Archivio Zinzi, circolo Pd Lauria: "La colpevole superficialità del comune"
Giovedì 25 Gennaio 2018 14:35 di Redazione WebOggi.it
Alla fine è accaduto quello che non sarebbe mai dovuto accadere. Un pezzo del nostro patrimonio culturale, privato sì ma indissolubilmente legato alla città Capoluogo, ha preso la via dell’esilio. La biblioteca della compianta professoressa Emilia Zinzi, con le sue carte, le sue foto, le sue ricerche di una vita, va ad arricchire i fondi librari del sistema Bibliotecario d’ateneo dell’Unical. Non c’è dubbio che quel polo culturale accademico sia di tutti i calabresi e non certo dei residenti di Rende, è naturalmente nessuna collocazione è più idonea di una biblioteca universitaria dove centinaia e centinaia di studiosi, giovani e non soltanto, potranno agevolmente attingere per ricerche e per rendere vivo ancora una volta tutto il mondo di studi della Zinzi. Ma che straordinaria occasione persa per la città, che prova miseramente perduta per l’amministrazione comunale del sindaco Abramo e ora del vicesindaco e assessore alla Cultura Cardamone. In città gli spazi pubblici non mancano ed è assurdo che un progetto di gestione e fruizione di questo bene non sia stato per tempo sottoposto agli eredi. Non era possibile che i sussulti degli ultimi tempi andassero a tamponare disattenzione e pressappochismo trascinatosi con le amministrazioni comunali del centrodestra per anni e anni. Il viottolo di campagna intestato alla Zinzi è una pure presa per i fondelli. E anziché correre ai ripari il Comune ha pensato bene di far passare anni e anni per scoprire una targa nell’archivio comunale a lei intitolato per tenerlo comunque chiuso per anni, nonostante una delibera comunale ne imponga l’apertura. Ecco quello sì che poteva essere il giusto spazio per poter rendere accessibile quel magnifico patrimonio bibliografico e documentale. Un plauso va certamente alla tenacia di singoli cittadini e al comitato spontaneo che nell’ultimo anno hanno posto l’attenzione su questa rilevante problematica e a tutte le istituzioni formative che si sono mosse con proposte alternative. Ma il comportamento tentennante e non convincente dell’amministrazione Abramo, oramai in sella alla città da ben sei anni, è stato purtroppo determinante nell’insuccesso. La domanda che viene spontanea è: a questo punto nulla può essere veramente gestito e valorizzato con serietà dal Comune, altri pezzi del nostro patrimonio prenderanno la via dell’esilio? Dopo la figuraccia della Pec del Politeama che ha portato all’esclusione da finanziamenti triennali regionali c’è da stare davvero preoccupati. Tutto sta nella sfida che porta innanzi la questione della “gestione” e così è stato anche per l’affaire Zinzi. Non i contenitori che non mancano ne hanno determinato la partenza per l’Unical, ma la mancanza di un progetto di gestione, di fruizione al pubblico e agli studiosi. Ci interroghiamo ad esempio su quale futuro abbiamo la biblioteca comunale e l’archivio storico se non si è in grado di accogliere un fondo prestigioso come quello Zinzi. Avremmo potuto farne il primo nucleo di un progetto di studi sui beni culturali e paesaggistici, coinvolgendo istituzioni qualificate e accendendo un dibattito nazionale sui temi della valorizzazione culturale. Finanziando borse di studio per giovani che volessero studiarlo e procedendo all’aggiornamento del catalogo della “De Nobili” su quelle discipline. Questi avrebbe significato dare nuova vita al nostro patrimonio. Dobbiamo invece rassegnarci a veder spegnere una dopo l’altra le luci sulla cultura catanzarese? Ad amputarci tutte le gambe che ci potrebbero portare a camminare verso un nuovo modo di fare cultura? O dobbiamo sempre guardare al passato e crogiolarci nel ricordo di quanto fosse bella e colta la Catanzaro d’altri tempi? Risvegliandoci potremmo accorgerci di essere rimasti in un museo vuoto, polveroso e senza futuro. Tutte cose che questa comunità non merita. Merita invece autorevolezza, professionalità e serietà. Evidentemente troppo scarse al giorno d’oggi. Zinzi docet.
Circolo Pd Catanzaro centro “Enzo Lauria”
