
Architetto Lonetti: dai consiglieri Bosco e Fiorita solo critiche sterili e offensive
Sabato 25 Novembre 2017 14:46 di Redazione WebOggi.it
In seguito alla inaccettabile in quanto offensiva posizione espressa dai consiglieri Fiorita e Bosco nella definizione di "caporalato intellettuale" ritengo opportuna una mia breve replica. La legittimità dell’azione amministrativa intrapresa dal Settore Pianificazione nella nota vicenda relativa all’incarico per la redazione del PSC è ormai acclarata e conclamata costituendo addirittura giurisprudenza sicuramente a livello nazionale ma incidente anche in quella Europea. Infatti, sia Consiglio di Stato, massima espressione della giustizia amministrativa, che Governo hanno espresso il pieno convincimento circa la legittimità dell’iniziativa del Comune di Catanzaro e della sua conformità alla normativa vigente. Il “caso Catanzaro”, come ormai viene definito a livello nazionale, ha portato tutt’altro che discredito alla città rappresentando, invece, un chiaro esempio di buona e corretta amministrazione. Il Comune di Catanzaro è la prima amministrazione pubblica che è riuscita a non farsi condizionare dalla pressione degli Ordini professionali e ciò al solo scopo di tutelare esclusivamente l'interesse dei cittadini non consentendo una scorretta incidenza sulla spesa pubblica. Tant'è vero che tutte le altre amministrazioni pubbliche hanno mostrato reale apprezzamento per l’azione svolta. Di questo, un’opposizione costruttiva, qual è quella che è auspicabile attendersi da professionisti, dovrebbe tener conto. Diversamente, mio malgrado, l’intervento a firma dei consiglieri Fiorita e Bosco riprende il diffamante riferimento a un’azione di " caporalato intellettuale", espressione con cui, in un primo commento “a caldo”, il Presidente dell’Ordine Nazionale degli Architetti aveva già apostrofato l’azione comunale. Come già replicato in quell’occasione, i toni offensivi e diffamatori esulano dal corretto dialogo istituzionale sfociando in rilievi penali. Tale comportamento è addebitabile anche agli Ordini professionali che, ancora, non vogliono acquisire la certezza giuridica sulla riforma intervenuta nel 2012 e che li ha trasformati in enti pubblici non economici con profili di responsabilità uguali a qualsiasi altro ente pubblico per come, peraltro, è emerso da una recente indagine avviata dalla procura di Bari nei confronti del Consiglio dell'Ordine di Bari in cui sono stati ipotizzati reati tipici afferenti la pubblica amministrazione tra cui l'abuso d'ufficio. Non è vero pertanto che il Comune di Catanzaro ha acquisito immagine negativa al contrario nella storia ha determinato una sentenza del tutto a favore delle pubbliche amministrazioni contrastando un sistema che ha sempre gravemente influito sulla spesa pubblica a livello nazionale. In sostanza, solo gli Ordini professionali, in grave violazione del ruolo giuridico istituzionale ancora perseverano in comportamenti offensivi, non rendendosi conto che pur cercando di condizionare la politica, come hanno sempre fatto, non potranno mai influire sui principi costituzionali dell'Unione Europea. Questi profili non sono stati evidentemente approfonditi dai consiglieri Bosco e Fiorita, nonostante siano stati oggetto di un ampio dibattito nazionale nelle ultime settimane. In occasione dell’ultima Commissione urbanistica ho espresso proprio al consigliere Fiorita il chiaro invito, al fine di garantire la massima trasparenza amministrativa su ogni questione urbanistica, alla concertazione e al confronto, anche attraverso, laddove ritenuto opportuno, l’assistenza di tecnici di fiducia. Mi sarei aspettato un’adesione alla proposta, un’opposizione costruttiva, tecnica, realizzata nelle sedi opportune e, soprattutto, rispettosa dell’altrui professionalità. Non resta che prendere atto, invece, dell’ennesimo intervento tendente a minare la correttezza amministrativa anziché farne parte. Nel merito, la scelta dei requisiti tecnici previsti nel bando per la redazione del PSC è stata il frutto di una valutazione ponderata nel rispetto non solo della normativa nazionale vigente ma anche nell’ottica dell’attuazione del principio comunitario della massima concorrenza, nonché di equilibrio e ragionevolezza. Sulla nuova questione della prospettata previsione legislativa del principio dell’equo compenso, così come al più noto decreto correttivo in materia di appalti, ritengo non contrastino in alcun modo con quanto espresso dal Consiglio di Stato sulla nozione di utilità che il professionista può conseguire attraverso la partecipazione a procedure quali quella posta in essere dall’amministrazione di Catanzaro. In sostanza quanto affermato dal Consiglio di Stato non trova alcun limite nel decreto correttivo e ancora meno nel cosiddetto equo compenso. Tali modifiche difficilmente, poiché in palese contrasto, potranno incidere coi principi fondamentali della Costituzione dell'Unione Europea almeno finché l'Italia riterrà di farne parte. Rinnovo, quindi, ai consiglieri l’invito all’approfondimento e al confronto tecnico-amministrativo nelle sedi opportune piuttosto che a una sterile e offensiva critica per partito preso dell’operato nel ruolo di dirigente tecnico del settore urbanistica. Comunico pubblicamente ai consiglieri Bosco e Fiorita, soprattutto in quanto esperti legali, di stare tranquilli perché, come ho già comunicato al Presidente Nazionale degli Architetti, sto procedendo per dare assoluta continuità in termini di trasparenza e regolarità amministrativa, a trasmettere alle autorità di controllo nazionali ed europee un dossier su questa vicenda amministrativa allo scopo di verificare correttamente se sussistono responsabilità nelle posizioni di contrasto assunte che hanno determinato non solo un grave ritardo nel procedimento per la redazione del PSC e quindi un danno alla Comunità catanzarese ma anche eventuali risvolti erariali e penali.
Arch. Giuseppe Lonetti Dirigente Settore Urbanistica
