
Anpi Catanzaro condanna striscione FN al Duomo
Domenica 02 Settembre 2018 17:05 di Redazione WebOggi.it
Diceva Martin Luther King: ciò che mi spaventa non è la violenza dei cattivi; è l'indifferenza dei buoni. Nella città capoluogo di regione a distanza di pochi giorni abbiamo visto un primo orripilante striscione con il manichino impiccato nel centro della città contro i migranti; a seguire un farneticante striscione contro la CEI al Duomo di Catanzaro sempre di attacco ai migranti. Abbiamo come ANPI volutamente aspettato qualche ora per vedere la civilissima Catanzaro, con le sue Istituzioni in primis, rispondere quanto meno all’infame attacco alla Chiesa. Attesa inutile, sino ad ora almeno, perché queste tematiche non interessano. Magari chissà se nei ragionamenti reconditi non si pensi al fatto che è meglio lasciar perdere. In fondo il clima non è adatto per chi vuole mantenere l’umanità al centro dei propri discorsi. Non parliamo poi di accoglienza e solidarietà. Che ci siano i neofascisti e neonazisti di forza nuova, e altre sigle della galassia nera, ad attaccare la Cei, i migranti e tutti coloro impegnati a mantenere un minimo di civiltà nel nostro paese e nella nostra città, non è poi così grave. Ci chiediamo, e lo chiediamo a coloro che devono far rispettare le leggi, a Catanzaro si conosce la Legge n. 205/93 (Legge Mancino) la quale prevede la reclusione fino a un anno e sei mesi o con la multa fino a 6.000 euro di chi propaganda idee fondate sulla superiorità o sull'odio razziale o etnico, ovvero istiga a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi; e la reclusione da sei mesi a quattro anni di chi, in qualsiasi modo, incita a commettere o commette violenza o atti di provocazione alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi. Certo il clima politico nazionale e internazionale non è dei migliori. Singoli ministri e interi governi operano nel senso di incitare all’odio e al rancore la popolazione. Ma fine a quando le leggi ci sono devono essere rispettate. Per questo chiederemo subito un incontro al Prefetto di Catanzaro per sapere cosa si intende fare per mettere fine all’impunità di quanti diffondono odio e violenza.
