
Amministrative Catanzaro, Fiorita e Abramo capaci di comunicare: Ciconte no
Lunedì 12 Giugno 2017 10:23 di Redazione WebOggi.it
La differenza l'ha fatta la comunicazione. Non vi è dubbio sul fatto che le elezioni amministrative 2017 a Catanzaro passeranno alla storia per il voto disgiunto e per la conferma di leader della città di Sergio Abramo, anche se solo al Primo turno.
Sarà il ballottaggio del 25 giugno a determinare il prossimo sindaco di Catanzaro tra Abramo e Vincenzo Ciconte, tuttavia i dati e le analisi da fare, anche se a caldo, sono tante.
Nicola Fiorita è probabilmente il vero trionfatore. Dato alla vigilia come terzo incomodo è andato oltre alle previsioni. Di certo il 24% di Fiorita non lo avevano previsto Abramo e Ciconte.
Soprattutto Ciconte, che ha subito un taglio di consenso netto tra voto per lui e voto di coalizione. Ciconte si attesta al 31% ma la sua coalizione è attorno al 44%.
Movimento 5 Stelle secondo le aspettative, con un 6% ottenuto da Bianca Laura Granato. Ma cosa ha fatto la differenza?
Con mente fredda si potranno esprimere tante opinioni ed ognuno avrà la sua lettura, però, la novità assoluta, è la campagna di comunicazione svolta dai candidati.
Fiorita ha ottenuto il suo dato proprio grazie ad una comunicazione fresca, dinamica, entusiasmante ed emozionante a tratti. Ha coinvolto il mondo social e ha ottenuto quanto sperava alla vigilia.
Abramo ha puntato tutto sulle inaugurazioni: da antica tradizione politica, ha cavalcato i suoi punti di forza e quelli deboli degli avversari e si è difeso alla grande, risultando ancora il più gradito dai cittadini al ruolo di sindaco. E se la Granato ha confermato il trand senza comunque esprimere il consenso che i pentastellati vantano a livello nazionale, Ciconte è lo sconfitto per eccellenza.
Perchè secondo i dati ha perso solo lui e non può di certo condividere la sua amarezza con i candidati delle sue liste, capaci di confermare le previsioni di maggioranza, visto il corposo numero di candidati in campo.
Ha perso per la sua comunicazione, oltre che per una probabile mancanza di incisività dei suoi candidati nel convincere gli elettori sul suo nome. Il voto disgiunto l'ha punito, perchè in Italia spesso è punita la comunicazione troppo borghese di alcuni candidati. Ha tentato di essere piacevole, attento, impegnato, ma in fondo paga il fatto di essere stato decisamente troppo di circostanza. Non è un trascinatore di masse Ciconte, e questo si sapeva. Ma la sua incapacità di penetrare nel tessuto reale della società è stato questa volta il suo limite più grande.
A. M.
