
Amministrative, buona la prima per AlPoCat
Giovedì 15 Giugno 2017 19:36 di Redazione WebOggi.it
Il movimento Alternativa Popolare (AlPoCat) ha partecipato per la prima volta, con una candidatura indipendente, alle elezioni amministrative, e non possiamo che esserne soddisfatti per il risultato conseguito e per aver contribuito, nelle nostre possibilità, all’ottimo risultato di Sergio Abramo. Ringrazio - dice Stefano Mellea - i militanti e i simpatizzanti che hanno condiviso il nostro progetto, che punta a portare, con stimoli e proposte, i valori della destra sociale nel programma di governo cittadino. Per questo invito ancora una volta al voto i nostri militanti per sostenere al ballottaggio Sergio Abramo, per dire no ad una sinistra che pensa solo alla gestione del potere e non interpreta la politica come servizio nei confronti della comunità, che guarda al sociale solo a parole e non è capace di dare reale rappresentanza ai bisogni dei cittadini, soprattutto delle fasce più deboli. Considero - continua Mellea - estremamente significativa la reazione di Ciconte, che per quasi due giorni dalla chiusura dei seggi si è sottratto alle telecamere, fuggendo davanti a chi attendeva un suo commento del voto o anche un semplice ringraziamento agli elettori che gli hanno dato fiducia. L’assurda reazione davanti alla bocciatura da parte degli elettori ha dimostrato poco senso di responsabilità da parte di chi si è candidato a guidare una città capoluogo di regione. Un compito per il quale serve capacità amministrativa, competenza, ma soprattutto maturità ed equilibrio. Fortunatamente - conclude Stefano Mellea - l’operazione di potere di Ciconte e del Pd è stata sventata, e il 70 per cento dei catanzaresi ha sonoramente bocciato l’asse Soriano-Cosenza-Crotone che voleva impadronirsi della città a tutti i costi. Il messaggio lanciato da Sergio Abramo è stato raccolto dalla città che ha impedito la colonizzazione da parte del peggior presidente della storia calabrese, Mario Oliverio, ostile da sempre al capoluogo. I catanzaresi hanno vissuto sulla propria pelle i danni causati dall’indifferenza del governo nazionale e dalla incapacità del governo regionale, una filiera di marca Pd che è stata devastante per la città, e un sindaco come Ciconte sarebbe stato il definitivo colpo di grazia.
