
Alpocat: "Se nel gioco si dice "stella" in politica si dice "poltrona"...
Sabato 01 Aprile 2017 15:56 di Redazione WebOggi.it
Se nel gioco si dice "stella" in politica si dice "poltrona". Neanche il tempo di formarsi, di presentarsi alla città, che una delle 4 coalizione che concorrerà alle prossime elezioni comunali, si scioglie come neve al sole e cerca riparo per salvare il salvabile. Non le manda a dire il movimento degli identitari di Alternativa Popolare guidati da Stefano Mellea, esprimendo il proprio pensiero tramite nota stampa. Stiamo parlando della coalizione di centro, fatta da UDC ed ex NCD, non la chiamiamo con il nuovo nome per scelta di appartenenza visto che, Alternativa Popolare - tiene a rimarcare il movimento - è costituita a Catanzaro da ben 13 anni e non ha nussun legame con il ministro Angelino Alfano o il senatore Piero Aiello. Per noi identitari di Alternativa Popolare la sola e unica sigla legittima è la nostra. Pallottoliere e calcoli alla mano hanno fatto sì che si valutasse l'opzione di perdere, di non prendere abbastanza seggi per i propri consiglieri navigati. È impensabile - continua il movimento - che proprio quei big che da anni governano la città di Catanzaro, prima con un colore politico poi con un altro, rimangano fuori, senza una poltrona a palazzo De Nobili; loro devono governare in città sempre, poco importa se dovranno vendersi per una poltrona cambiando casacca: il loro interesse supera ogni ideologia. Neanche il tempo di presentare il loro candidato a sindaco, il sig. De Marco, tanto difeso fino a qualche giorno fa contro la coalizione PD, che lo lasciano ai box della cittadella Regionale. Se l'UDC - continua AlPoCat - ha già scelto andando nelle fila del PD guidato da Ciconte, l'ex NCD quale casacca indosserà??? Da non dimenticarsi che chiuso il capitolo elezioni comunali si aprirà lo scenario nazionale e proprio questo farà la decisione per l'ex NCD. La differenza tra le due "Alternativa Popolare" - dice il movimento - sta proprio in questo, uno punta alle poltrone, facendo calcoli e non pensando in primis al bene della città; l'altra, noi, pensa esclusivamente al bene della collettività e al rilancio della città. Nessuna poltrona verrà messa davanti le nostre scelte, - conclude il movimento - questa la differenza tra i due schieramenti che portano lo stesso nome, il tempo ci ha dato e continuerà a darci ragione: loro nuovi di nome, noi da 13 anni in piedi in un mondo di rovine.
AlPoCat
