Aggressione razzista a Falerna, le reazioni

Sabato 18 Agosto 2018 08:22 di Redazione WebOggi.it

Nota Potere al Popolo

Apprendiamo dai quotidiani locali che nei giorni scorsi, presso un noto ristorante sul lungomare di Falerna Marina, si è consumata una vergognosa aggressione razzista ai danni di un ragazzo domenicano, che al ristorante era andato a mangiare insieme alla compagna incinta e alla madre e alla suocera, entrambe italiane. Dal "negro vai via qui non ti vogliamo" ai calci pugni e sprangate nei confronti del ragazzo e della suocera, entrambi costretti a ricorrere a cure mediche, quella che doveva essere una piacevole serata si è trasformato in un momento di paura e razzismo reso ancor più grave dall’indifferenza della gente attorno. Tutto ciò dovrebbe scandalizzarci e indignarci, ma la cronaca degli ultimi mesi ci racconta che la caccia al migrante (Verbale, fisica o a pistolettate), sembra essere divenuta sport nazionale fomentato dal governo fascio-leghista-grillino. Sono oramai legittimate le ronde fasciste in perfetto stile anni venti, e la cultura del nemico a cui addossare tutte le colpe è oggi più che mai riuscita. Persino il crollo del ponte a Genova, palese ed esplicito fallimento dello stato e del capitalismo che privatizza, è stato narrato come colpa dei migranti che assorbono i soldi della manutenzione. Ciò che fa paura è il clima di consenso che si respira intorno ad un razzismo che più non si nasconde. Chi negli scorsi anni quando abbiamo parlato di antifascismo e antirazzismo ci diceva di essere veteri e anacronistici, oggi ha un pezzo di responsabilità per tutto ciò che sta accadendo. Che sia Falerna, Napoli piuttosto che Trento, oggi più che mai la difesa culturale ma anche fisica dei valori di fratellanza, mutualismo e antirazzismo, deve tornare ad essere una priorità di tutti e tutte. Viviamo forse l’epoca più buia dopo il ventennio fascista, un’epoca in cui la falsa informazione e la propaganda di regime plasmano le menti con una velocità incontrollata e altrettanto incontrollata sarà la conseguenza di tutto ciò. Come Potere al Popolo del Lametino e del Reventino, come uomini e donne che quotidianamente, con i fatti, lottano per il bene della nostra terra, esprimiamo massima solidarietà agli aggrediti, così come offriamo ogni supporto necessario a partire da quello legale. Altrettanto sia chiaro che di fronte ad una guerra di civiltà non ci chiameremo indietro, né oggi, né mai, consapevoli che diversamente da quanto vogliono farci credere questa guerra non è tra Italiani e Stranieri, ma come sempre è tra sfruttati e sfruttatori. Noi, così come i nostri padri e i nostri nonni ieri, stiamo e staremo sempre dalla parte degli sfruttati.

 

Barbanti (PD): “Aggressione di Falerna figlia del clima di intolleranza giallo-verde”  

L’aggressione a sfondo razzista accaduta a Falerna è di una gravità inaudita. La Calabria che ci piace evidenziare, raccontare e, perché no, vantare è quella del modello Riace, è la Calabria dell’accoglienza, la Calabria della solidarietà. E’ una Calabria che dobbiamo difendere dall’ormai dilagante propaganda xenofoba perpetrata da un governo penta-leghista che purtroppo, anche alle nostre latitudini e contrariamente alla nostra storia, sta emergendo. E fuori luogo, quindi, appaiono i finti proclami o addirittura i silenzi (che forse, ahimè, parlano più di tante parole) dei rappresentanti governativi del territorio affini a tale modo di fare politica. Vengano Salvini e Di Maio a Falerna a chiedere scusa e ad incontrare i feriti di questo triste accadimento, vengano a spiegare perché questo accanimento contro il “diverso” che poi è finito anche per coinvolgere una connazionale. Ma ora è già tempo di reagire con veemenza a questo assurdo evento affinché non ci sia un domani da temere un’escalation di violenza: stringiamoci tutti attorno alle vittime di tale aggressione e denunciamo senza nessuna esitazione qualunque atto di intolleranza. Le forze dell’ordine, a cui va il mio ringraziamento per il celere intervento, sapranno come sempre essere un baluardo alla difesa dei cittadini.

 

Nota della Cisl

"2018? Ufficialmente sì. Di fatto no. Perché quanto accaduto a Falerna pochi giorni fa sa di medioevo". Inizia così la nota del *segretario generale della Ust Cisl Magna Graecia, Francesco Mingrone* nel commentare l'aggressione subita da un cittadino di origine dominicane sposato con una donna calabrese.  L’uomo che era in compagnia della moglie, incinta, e della suocera, in un ristorante sarebbe stato insultato e poi colpito a sprangate fuori dal locale. "È assurdo - scrive Mingrone - leggere, ancora oggi, certe notizie. Ciò, però, vuol dire che bisogna ancora parlare e promuovere dibattiti sull'integrazione. Il tema dell'accoglienza va affrontato a 360 gradi senza infigimento alcuno. Tutte le istituzioni devono fare quadrato e sanare situazioni di discriminazione da ogni punto di vista. Culturale, sopratutto. Diversamente saremo un popolo di emigrati che ha, negli anni, trovato porte aperte ovunque ma che, ad oggi, le chiude (culturalmente sopratutto) ad altri emigrati".

 

D'Ippolito (M5S) condanna aggressione razzista a Falerna, "la politica non alimenti l'odio razziale"

«Condanno la violenza in tutte le forme e mi impegno perché sia sostituita dal dialogo, intanto politico, dalla solidarietà e dall'emancipazione economica, culturale e sociale». Lo dichiara il deputato M5s Giuseppe d'Ippolito a proposito della recente aggressione a sfondo razzista contro un cittadino dominicano verificatasi a Falerna, in provincia di Catanzaro. «Si è trattato – aggiunge il parlamentare 5stelle – di una brutta pagina per la Calabria, terra in cui da sempre convivono pacificamente più culture e tradizioni in ogni angolo, come peraltro dimostra l'esistenza di diverse minoranze linguistiche e religiose e la perfetta integrazione, spontanea e datata, di persone provenienti dall'Africa, dall'Europa dell'est e dall'Asia». «Alla Calabria e al resto dell'Italia non servono – rimarca il deputato – le accuse strumentali, per fortuna circoscritte, di esponenti politici contro l'attuale governo, tese a creare il nemico, il mostro da combattere e la causa di simili episodi, inaccettabili e riconducibili alla follia di singoli. Si sta superando la misura con una grande e palese menzogna, quella di addossare le responsabilità di fatti del genere a chi ha il mandato e il dovere di governare per il bene comune, in un contesto mutato dal capitalismo globale, vero male dell'umanità». «L'odio razziale – conclude D'Ippolito – non sia alimentato da nessuno per via politica e mediatica. Prendiamo esempio dalle parole di papa Bergoglio, che, ricordando la spiritualità di Francesco d'Assisi, ci ha invitato a vivere insieme superando le logiche, dominanti e disumane, della speculazione e della distruzione dell'ambiente, nostra casa comune. Oggi più che mai la lotta deve essere contro la povertà e le diseguaglianze, prodotte da modelli di crescita sbagliati e dalla persuasione più o meno occulta dei vari apparati, anche politici, di quei poteri finanziari ed economici che per proprio utile avversano le regole e i princìpi della democrazia».


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