Aggressione razzista a Falerna, commenti di Cgil, Anpi e Codacons

Sabato 18 Agosto 2018 17:11 di Redazione WebOggi.it

È veramente deplorevole l’aggressione razzista avvenuta l’altra sera a Falerna nei confronti di un cittadino domenicano e di alcuni suoi familiari. Il clima di odio che si sta scatenando nel Paese rischia di alimentare, e accentuare, una cultura sciovinista e xenofoba che stigmatizziamo con fermezza. Siamo in presenza di atteggiamenti che stridono con la cultura dell’accoglienza e dell’ospitalità che la stragrande maggioranza del popolo calabrese possiede. Occorre reagire per fronteggiare questa offensiva deleteria e costruire da subito un argine con tutte le forze sane e democratiche che non si riconoscono in questi atti di violenza. La nostra azione costante continuerà in modo adeguato con iniziative appropriate per fronteggiare questa repellente recrudescenza di intolleranza. Esprimiamo la nostra vicinanza e concreta solidarietà alle vittime di questa incivile aggressione e auspichiamo che chi di competenza si attivi per garantire l’incolumità e la sicurezza di tutti i cittadini attraverso un più stringente controllo e presidio del territorio evitando così alla Calabria di precipitare nel baratro di un anacronistico far west.  

Cgil Catanzaro/Lamezia

 

L’aggressione razzista di Falerna oltre allo sdegno e alla riprovazione di tanta parte del paese e della nostra regione, deve una volta per tutte far capire che quando parliamo di clima d’odio e di rancore; di razzismo e xenofobia; di intolleranza verso gli immigrati, i rom e tutto un mondo fatto di poveri, emarginati, clochard, non lo facciamo per un desiderio di polemica sterile ma per denunciare con forza quanto sta avvenendo nel nostro paese dall’insediamento del nuovo governo. Non si era mai visto – se non nel periodo della dittatura fascista - che uomini delle istituzioni; rappresentanti dell’esecutivo; ministri e capi partito vari si dedicassero all’incitamento quotidiano dell’odio verso “i diversi” immigrati in primis. Negli ultimi due mesi sono almeno 50 gli episodi denunciati di aggressioni razziste; senza contare tutti i fatti non denunciati per paura e ritorsioni. Assistiamo ad uno sdoganamento culturale del razzismo, all’idea cioè che picchiare un “nero” non è reato. Atteggiamenti che credevamo archiviati dalla storia si ripropongono invece in tutta la loro drammaticità. Ecco perché l’impegno antirazzista e antifascista non può essere una tantum. Non può in sostanza risvegliarsi solo di fronte al fatto violento. Le forze democratiche, tutte le Associazioni, così come le donne e gli uomini di questo paese devono far sentire la loro voce. E’ la nostra Costituzione nata dalla Resistenza a indicare la strada. Il brutale pestaggio di Falerna non è stato il primo e non sarà l’ultimo. L’ANPI come sempre rimane in prima linea a combattere questa deriva rancorosa e violenta. Da lunedì 20 sino al 31 agosto una serie di iniziative già programmate avranno al centro proprio le tematiche dell’antirazzismo e dell’antifascismo. Invitiamo la cittadinanza a partecipare.  

Comitato Provinciale ANPI

 

La Calabria non è questa. Il Codacons si ribella e preannuncia azione per danni nei confronti di tutti i responsabili dello squallido episodio razzista avvenuto qualche giorno addietro a Falerna. Secondo la ricostruzione sottoposta al vaglio della magistratura, un uomo, in compagnia della moglie incinta, e della suocera, sarebbe stato prima insultato e poi bastonato mentre per l’anziana donna è stata ricoverata, per la frattura dell’omero. Il razzismo è una gravissima malattia - sostiene Francesco Di Lieto del Codacons - che si nutre della peggiore stupidità umana. La Calabria non è, e non potrà mai essere, razzista - continua Di Lieto - anche perché i Calabresi hanno vissuto sulla loro pelle le vergogne del razzismo. La Calabria è ben altro, è Mimmo Lucano che ha fatto di Riace un luogo di cultura ed integrazione, che costituisce un patrimonio mondiale di cui dobbiamo andar fieri. Proprio per questo siamo pronti a costituirci parte civile contro i responsabili di quei crimini che umiliano la Calabria ed i Calabresi. Se il Comune di Falerna e la Regione non si costituiranno parte civile - conclude la nota del Codacons - siamo pronti a chiedere i danni morali e patrimoniali subiti da tutta la popolazione Calabrese.


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