
Acqua non potabile: Codacons chiede rimborso danni subiti dai catanzaresi
Venerdì 29 Giugno 2018 16:45 di Redazione WebOggi.it
Il Sindaco Abramo, a seguito dei dati relativi alle analisi effettuate dall’Asp, ha emesso un’ordinanza per vietare l’uso dell’acqua a scopo potabile “nella zona compresa fra il quadrivio Nalini e l’incrocio con via Bausan e dalla stessa via Bausan fino al fiume Corace.”. La vicenda relativa all’acqua non potabile a Catanzaro ha radici antiche e si ripropone ciclicamente. «E' una vera e propria indecenza - sostiene Francesco Di Lieto, vicepresidente nazionale del Codacons - che migliaia e migliaia di cittadini siano, da troppo tempo, costretti a convivere con l’acqua inquinata che sgorga dai rubinetti delle proprie case. Acqua che pagano come se fosse potabile. L’acqua è un bene essenziale ed insostituibile per la vita e pertanto la disponibilità e l’accesso all’acqua potabile per il soddisfacimento dei bisogni collettivi costituiscono un diritto inviolabile dell’uomo che si può annoverare tra quelli di cui all’art. 2 della Carta Costituzionale». Quella “porcheria” che viene fuori dai rubinetti viene fatta pagare a caro prezzo. Il Codacons chiede “l’annullamento delle bollette inerenti la fornitura idrica sicuramente per i periodi di non potabilità. Riteniamo doveroso che il sindaco garantisca, pubblicamente, la doverosa riduzione del canone. I cittadini oramai sono rassegnati a non poter bere l’acqua del rubinetto e dover usare l’acqua minerale (che acquistano) per cucinare o per lavarsi, ma essere costretti a pagarla come se fosse potabile e sopportare, in silenzio, i danni subiti quotidianamente, a caldaie, lavatrici… è davvero troppo. «Il Codacons – conclude Di Lieto – chiede che il Comune, fino a quando non sarà garantito un servizio dignitoso, si astenga dal pretendere il pagamento dei canoni idrici ed agisca contro Sorical. A tal fine sollecitiamo la convocazione di un consiglio comunale aperto alla cittadinanza su una questione che attiene alla saluta della popolazione.
