Acqua, Alpocat: "Come definire differenza tra costo e qualità del servizio?"

Mercoledì 25 Gennaio 2017 17:11 di Redazione WebOggi.it

Riceviamo e Pubblichiamo

Per quanto sarebbe importante soffermarsi sull’importanza del valore dell’acqua come bene primario, disponibile per tutti e non commercializzabile, per il movimento AlPoCat oggi è uno di quei giorni durante il quale si tende a ragionare su un aspetto molto più “venale” ma pur sempre importante per i cittadini italiani, e nello specifico per quelli di Catanzaro. Dopo l’ennesima interruzione dell’erogazione dell’acqua, dopo l’ennesima rottura dell’impianto idrico, dopo i tanti disagi che i cittadini del capoluogo hanno sopportato negli ultimi mesi, quasi con atteggiamento sommesso e rassegnato, ci si chiede come definire in questi casi il rapporto tra la qualità di un servizio offerto e il costo dello stesso. In parole spicciole: visto l’andamento della fornitura idrica a Catanzaro, con le relative erogazioni a singhiozzo, i duraturi stop ad ogni calamità naturale, le relative promesse e rassicurazioni, è realmente giusto e corretto sborsare gli attuali canoni idrici? Ottemperare ai propri obblighi pagando le tasse e le utenze è un dovere di tutti, questo è indubbio, ma vedendo le cifre delle bollette, recapitate con puntualità da Palazzo De Nobili, non si può fare altro che chiedersi dove sia l’errore di conteggio, specie osservando un rubinetto desolatamente muto. Si è davanti le solite situazioni all’italiana che a Catanzaro si amplificano stranamente a dismisura: da una parte gestioni scellerate decennali per le quali nessuno mai pagherà (vedasi appunto problematiche dell’impianto e relativa gestione da parte della Sorical ), dall’altra i cittadini che oltre al danno di bollette sempre più salate da pagare con solerzia, debbono aggiungere anche il costo delle bottiglie d’acqua per far fronte quantomeno alle operazione basilari di igiene quotidiano (che detta così farebbe anche ridere se non fosse la cruda realtà). Questa volta però sarebbe il caso di evitare di lamentarsi con le istituzioni o con il sindaco Abramo, sarebbe forse molto più sensato e corretto rispedire i cedolini di pagamento al mittente; chiudere anche i rubinetti del flusso di denaro proveniente dalle tasse idriche sarebbe forse la migliore risposta a questa situazione.


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