25 Aprile, Ventua: "Rilanciare un nuovo impegno per la difesa delle istituzioni democratiche"

Martedì 25 Aprile 2017 10:44 di Redazione WebOggi.it

Il 25 aprile del 1945 si concluse la cacciata dei nazisti dall’Italia, ma anche la fine della dittatura fascista. L’alba della democrazia nasceva  e, finalmente, si apriva una pagina nuova,  ricca di qualità e speranza. Con la carta costituzionale, figlia della resistenza, L’Italia si riscattava definitivamente dalla barbarie e dall’inciviltà. Donne e uomini scoprivano i valori della democrazia e della libertà che, non è mai abbastanza ricordare, si conquistano ogni giorno. Oggi, giorno dalla liberazione dell’occupazione straniera, dai soprusi, dalle ingiustizie, dalle crudeltà, è necessario rilanciare un nuovo impegno per la difesa delle istituzioni democratiche, attualizzandolo nell’era della globalizzazione, senza dimenticare che al primo posto resta la difesa e la promozione della persona. Nessuna crisi economica potrà mai giustificare una riduzione dei diritti e della personalità umana. Non intendo svolgere una disamina o una riflessione sostanziale, la stampa e i media oggi sono pieni di interventi autorevoli sulla giornata e il significato del 25 aprile, ma colgo l’occasione per denunciare la insensibilità acclarata con l’assenza, anche quest’anno, di qualsiasi iniziativa da parte dell’Amministrazione Comunale di Catanzaro, targata Sergio Abramo. Voglio ricordare al nostro sindaco uscente, che la nostra città, Capoluogo di Regione, non è stata in questi anni luogo di promozione culturale, politica e istituzionale. Ricordo, ncora, agli amministratori della nostra città che svolgono il loro ruolo grazie alle tante vittime, soprattutto donne e giovani, che si sono opposte al fascismo ed hanno determinato le condizioni perché il nostro Paese avesse la COSTITUZIONE PIU’ BELLA DEL MONDO. Concludo riportando la lettera di una giovane partigiana uccisa dai nazi/fascisti, morta per noi, perché si potesse vivere da persone libere.  

PAOLA GARELLI (Mirka) Di anni 28 –pettinatrice- nata a Mondovì (Cuneo). Dall’ottobre 1943 svolge a Savona attività clandestina – entrata a far parte della Brigata SAP “Colombo” , Divisione “Gramsci”, assolve compiti di collegamento e di rifornimento viveri e materiali per le formazioni operanti nei dintorni della città -. Arrestata nella notte fra il 14 e il 15 ottobre 1944 nella propria abitazione di Savona, ad opera di militi delle Brigate Nere – tradotta nella sede della Federazione Fascista di Savona – Fucilata  il 1° novembre 1944, senza processo, nel fossato della Fortezza ex Priamar di Savona, da plotone fascista, con Giuseppe Baldassarre, Pietro Casari, Luigia Comatto, Franca Lanzone e Stefano Peluffo.  

Mimma cara, la tua mamma se ne va pensandoti e amandoti, mia creatura adorata, sii buona, studia ed ubbidisci sempre gli zii che t’allevano, amali come fossi io.     Io sono tranquilla.  Tu devi dire a tutti i nostri cari parenti, nonna e gli altri, che mi perdonino il dolore che do loro. Non devi piangere né vergognarti per me. Quando sarai grande capirai meglio. Ti chiedo una cosa sola: studia, io ti proteggerò dal cielo. Abbraccio con il pensiero te e tutti, ricordandovi.                                                   

  La tua infelice mamma    

                                                                   

Sabatino Nicola Ventura   


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