Terre in vista approdo nella ceramica contemporanea al Musmi

Lunedì 19 Giugno 2017 17:48 di Redazione WebOggi.it

Sabato 17 giugno è stata inaugurata nei locali del Museo Storico Militare di Catanzaro, la mostra “Terre in vista approdo nella ceramica contemporanea”. La Provincia di Catanzaro e il presidente Enzo Bruno assieme al direttore del Musmi e del Polo Museale di Catanzaro, dottoressa Rosetta Alberto, manifestano condivisione compiacimento e grande attenzione  verso tali rassegne e le varie Associazioni Culturali, nel caso specifico come quella diretta dall’artista Antonio Pugliese. Quattordici sono gli artisti del panorama artistico nazionale e internazionale che espongono in tale rassegna con la presentazione del noto critico e curatore d’arte Mario Verre. Spesso ci imbattiamo in artisti che utilizzano l’arte come forma di spettacolarizzazione e per i quali vige la regola dell’ “attirare l’attenzione a tutti i costi, provocare”, generando una sorta di omologazione del linguaggio espressivo dove nessuno emerge per originalità e capacità creative. Nella rassegna che ho visitato ho apprezzato molto la sobrietà dell’evento, non “urlato” , ciò che ha prevalso è stata la “profondità” degli interventi della dottoressa Rosetta Alberto, il critico d’arte Mario Verre e l’artista Antonio Pugliese. La novità è stata anche nello “spacchettare” le opere che l’artista Pugliese ha volutamente coperto, tipo CHRISTO l’artista che impacchetta monumenti e strutture, per poi svelarle al pubblico facendole scartare allo stesso . Ma la straordinarietà della serata è stato partecipare ed interagire con le opere esposte da parte dei visitatori, stimolati ad intervenire hanno formulato domande, con curiosità ed interesse partecipativo. Io stessa in alcuni dei miei interventi ho sottolineato l’importanza di “avvertire”  i visitatori , spesso “spaesati” difronte ad opere non tradizionali. Poiché ritengo che se vogliamo vedere riempirsi di visitatori “attivi” e non passivi,  i musei le gallerie d’arte ed i luoghi dove si fa cultura, occorra dotarsi e dotarli, indottrinarli , informarli sul significato di molte espressioni artistiche contemporanee, e non solo. Spiegare perché nella società contemporanea e sullo scenario artistico l’artista si avvale di tecniche e mezzi antitradizionali per esprimere i “nuovi” linguaggi, il proprio linguaggio. Ho notato che c’è una grande volontà e curiosità ad apprendere e comprendere, affinchè non ci siano più scissioni tra l’opera d’arte ed il fruitore, che non rimanga spettatore passivo della domenica. L’arte deve essere di facile accesso a tutti, non può rimanere relegata ad uno sparuto gruppo dei soliti addetti ai lavori, non può essere elitaria. Spesso il fruitore si sente “smarrito” difronte ad opere di cui non ne conosce il significato, ma è proprio in questo suo smarrirsi che sente l’esigenza del perché di questa sua “astrazione” si pone delle domande, ed allora noi artisti , operatori artistici , curatori critici abbiamo quasi un obbligo , per onestà intellettuale e professionale adoperarci affinchè il fruitore familiarizzi con l’arte! E di fronte ad una sedia posta in una galleria un museo non debba dire la solita retorica frase:  “io non ci capisco niente”. E come per magia l’opera “accade” nella mente dello spettatore!

Miracolo dell’arte! La rassegna sarà visitabile fino al 30 giugno.                      

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