
Luci di Scolacium: una magica notte senza luna tra storia, miti e leggende
Domenica 25 Giugno 2017 09:19 di Redazione WebOggi.it
di Alessandro Manfredi - La notte senza luna nel giorno di San Giovanni. Una tradizione legata a streghe e maghe, ma anche tanta storia, vera, nata sulle coste catanzaresi e destinata a cambiare la storia del mondo. E' quanto si è potuto rivivere ieri sera al Parco Scolacium, dove in una notte senza luna, il parco illuminato nei percorsi e nelle sue meraviglie archeologiche, viene fuori in tutta la sua "magia", esattamente quella che si viveva quando questa parte di terra era piena di vita.
Una città di oltre 20mila abitanti, che guardavano l'orizzonte nello stesso identico modo di chi ieri sera ha partecipato all'evento organizzato da Armonie d'Arte, intitolato "Luci di Scolacium streghe e maghe nella notte senza luna di San Giovanni".
Un viaggio guidato dal direttore artistico Chiara Giordano, che ancora una volta stupisce per la notevole capacità di creare eventi culturali di altissimo livello, che, probabilmente, fossero ancor più valorizzati dalla classe dirigente calabrese, produrrebbero un flusso di migliaia di turisti che rimarrebbero a bocca aperta ed incantati da un'atmosfera unica in tutto il sud Italia. Ma è solo questione di tempo, considerato il livello culturale e organizzativo di questi eventi.
Ieri sera decine di persone si sono ritrovate a percorrere e rivivere la storia in un contesto che difficilmente si può descrivere a parole. Bisogna vivere questa esperienza, la notte del Parco Scolacium, le notti di Armonie d'Arte.
E noi l'abbiamo fatto, percorrendo le antiche e buie strade del parco Scolacium, accompagnati, assieme a quanti hanno preso parte all'evento, in un contesto storico e culturale di grande fascino, quello delle streghe e delle maghe, ma fondamentalmente di donne, usate, abusate e divenute miti e leggende. Donne come Circe, Medea, Sibilla.
Camminando all'interno della basilica normanna, resa incantevole e magica dalle luci, ma allo stesso tempo tenebrosa per il cielo stellato e senza luna, con il vento a produrre l'unico rumore in un silenzio assoluto, due ottime interpreti, Emi Bianchi ed Anna Macrì, hanno incarnato attraverso intensi monologhi quelle donne e quel tempo.
Una performance che ha stupito le persone in visita al parco Scolacium, che ha raccontato una storia di miti e di leggende, ma anche di fatti e avvenimenti. Una storia resa concreta al tatto ed all'anima, poichè la voce di quelle donne riproposte rimbalzava tra le pareti antiche della basilica, cogliendo nell'intimo i presenti.
Voci di donne, capaci di contenere la sofferenza e l'amore, la violenza e la sensualità, la dolce follia di figure esasperate e a volte disperate, ma forti, tenaci e mai sottomesse.
Uno spettacolo di grande intensità, molto apprezzato dal pubblico, che poi ha proseguito in una passeggiata fatta di migliaia di anni e tutti quegli anni sono stati colti nella pienezza di una bellezza culturale che oggi l'umanità sembra avere abbandonato, probabilmente offuscata dalla teconologia aggressiva ed invasiva del nostro tempo.
Altrimenti non si spiegherebbe perchè non si riescano a potare le erbacce che crescono attorno agli scavi archeologici. Chissà perchè l'erba attorno a millenarie strutture, autentiche opere d'arte di inestimabile valore, si fa fatica a tagliarla, mentre è assai più facile per la politica tagliare i fondi alla cultura.
Ma qui ci inoltreremmo in altro contesto, e allora tanto vale mettere in evidenza gli sforzi positivi di chi ama la cultura, di chi si ciba di cultura e di chi senza cultura morirebbe.
Gli sforzi di chi, come Armonie d'Arte, che dal 27 giugno darà inizio al festival con l'esibizione dei 2Cellos, fenomeni mondiali della musica, produce non solo informazione culturale, ma sa andare oltre. Perchè ieri sera, al parco Scolacium, nella notte delle streghe e delle maghe, nella notte senza luna di San Giovanni, la cultura non si è ascoltata solamente, ma si è sentita, toccata, odorata e tatuata sulla pelle.
Chi ha vissuto la notte senza luna tra le luci di Scolacium ha imparato che la cultura a volte non si apprende dai libri, ma si vive attraverso un'esperienza diretta assolutamente unica.
