
Il Codex Purpureus Rossanensis Patrimonio dell’UNESCO nella Bibliografia
Giovedì 19 Ottobre 2017 16:21 di Redazione WebOggi.it
Il Codex Purpureus Rossanensis Patrimonio dell’UNESCO nella Bibliografia
Incontro con l'autore Franco Emilio Carlino presso Le Monde Lounge Bar il 27 ottobre 2017 alle ore 19,00
Tra i marcatori identitari intesi a promuovere la città di Rossano e il suo il territorio non vi è dubbio che il Codex Purpureus Rossanensis, oggi patrimonio dell’Unesco, si colloca al primo posto. A intrattenere il pubblico sul tema: Il Codex Purpureus Rossanensis Patrimonio dell’UNESCO nella Bibliografia. Da Bisanzio allo scrigno del Museo Diocesano di Rossano e della Letteratura mondiale sarà l’incontro con l’Autore del libro, Franco Emilio Carlino promosso daLe Monde Lounge Bar che si terrà giorno 27 ottobre 2017 con inizio alle ore 19,00 presso i locali Le Monde di Piazza Bernardino Le Fosse.
Ad accompagnare l’Autore nella discussione del tema saranno: Serena Flotta, Assessore alla Cultura,e Aldo Zagarese, Assessore al Turismo e allo Sport del Comune di Rossano insieme all’Editore Ivan Porto della Casa Editrice Imago Artis.
L’opera è stata dedicata dall’Autore alla Città di Rossano e a mons. Ciro Santoro, primo Direttore del Museo Diocesano. Il libro si avvale della Prefazione dello storico Mario Falanga che a riguardo così annota: “Franco Carlino stupisce sempre per la sua vena letteraria, generosa e sensibile, su temi storici di rilevante interesse. Il suo oggetto di studio è ora il Codex Purpureus Rossanensis, straordinario codice di lusso, monumento storico di valore internazionale e prodotto altissimo di civiltà religiosa, letteraria e artistica. […] Il libro si compone di due parti. Nella prima, intitolata Cenni storici preliminari e cronologici, l'Autore si sofferma su temi e problemi di intensa complessità: origine e provenienza del manoscritto, aspetti di conservazione museale, posizioni culturali di esperti e studiosi, nuove scoperte sul colore “purpureo” del codice. […]. Molto interessante è il paragrafo dedicato, sempre nella prima parte, a quanto è stato scritto sul Codice da studiosi ed esperti; si tratta di studi monografici che, considerati in sé, sono molto validi, e tuttavia presentano un medesimo limite: il mancato approccio pluridisciplinare. […]. Pagine originali, oltre che molto interessanti, sono dedicate da Carlino al “mistero sul colore porpora dell´Evangeliario” finalmente svelato. […].
Concludono la prima parte del libro, le utilissime Note storico-cronologiche dell´evangeliario, in cui è tracciata la storia del Codex, dal secolo di probabile esecuzione sino ai nostri giorni, che vedono il manoscritto purpureo restaurato con perizia d’arte, e restituito all´amorosa cura della Chiesa di Rossano nonché alla universale ammirazione. Alle Note storico-cronologiche seguono alcune pagine di rilievo estratte un´importante pubblicazione degli anni ´70, Il Codice purpureo di Rossano, autore Ciro Santoro, figura di spicco del clero diocesano e primo direttore del “Museo diocesano di arte sacra”.
La seconda parte del lavoro di Franco Carlino è il vero obiettivo della sua opera: la trascrizione dell´amplissima bibliografia sul Codex. […] Alla sezione bibliografica seguono le tavole miniate dell´Evangeliario, ciascuna ben descritta e valutata sul versante della critica d´arte. Completano il lavoro brevi note sui primi studiosi del Codex e un utile Indice onomastico e degli Autori, un Indice delle case editrici, editori tipografie e stamperie, un Indice toponomastico, un Indice delle cose notevoli, quindi l´Indice generale e la Bibliografia dell´Autore. […]. Il libro, inoltre, è accompagnato dal Saluto di Presentazione di S.E. mons. G. Satriano, Arcivescovo di Rossano-Cariati che a riguardo, cosìcomunica: “Saluto con gioia il pregevole lavoro del professore Franco Emilio Carlino che in un contesto di rinascita delle pubblicazioni sul Codex Purpureus Rossanensis, tende a mettere ordine tra quanto è già stato pubblicato offrendo a chi si accosta al prezioso Evangeliario uno strumento utile per solcare cammini già approfonditi nel tempo trascorso. Esprimo gratitudine per questo rinnovato impegno, foriero di nuovi sviluppi che ci auguriamo non tardino nella ricerca storica, artistica e culturale.
Il Codex, segno luminoso della storia di questa antica terra, giorno dopo giorno, si attesta sempre più come una porta spalancata su di un passato da scrutare, di cui cogliere la ricchezza e la bellezza. Oggi più che mai, esso coinvolge in maniera crescente realtà e persone interessate alla sua straordinaria tipicità, ricca di secoli di storia. Pagine di spiritualità, finemente arricchite da immagini stupende, sono la testimonianza palpitante della presenza del Cristo, che cammina e parla al cuore delle genti di ogni tempo e di ogni cultura. Carlino, ancora una volta, manifesta sincera passione per lo studio e la ricerca, che da sempre anima il suo percorso professionale segnato da un grande amore per il territorio a cui appartiene”.
