Dal sangue versato al carlino d’argento: Mirabilia celebra l’assedio del 1528

Sabato 18 Luglio 2026 10:49 di Redazione WebOggi.it

Si è concluso ieri, nel piazzale del San Giovanni, il primo viaggio nella memoria viva di Catanzaro con lo spettacolo «Vi racconto una storia: l’assedio di Catanzaro del 1528». La rappresentazione, portata in scena dall’associazione culturale Mirabilia, si è inserita nell’iniziativa di “The Wind of CZ – Identità in Movimento”, il progetto promosso dall’Associazione Nuova Mente e finanziato dal Comune di Catanzaro nell’ambito del programma PN Metro Plus e Città Medie Sud 2021-2027, che a sua volta, rientra nel programma di “Tutti festeggiano San Vitaliano”, il grande contenitore di appuntamenti dedicati al Santo Patrono della città, particolarmente sentito sia dalla comunità religiosa che da quella laica.

L’evento ha registrato una significativa partecipazione di pubblico e ha riunito le diverse generazioni intorno al racconto della memoria storica catanzarese. Attraverso la rievocazione è stato possibile riconoscere le ragioni che rendono la vittoria dell’assedio una sorta di “vittoria imperfetta”, perché ogni conflitto, anche quando si conclude positivamente, lascia dietro di sé una lunga scia di carestie, epidemie, distruzione e morte.
La narrazione, affidata al volto noto dell’associazione Giovanni Matarese, ha trasformato il piazzale del San Giovanni in una lezione di storia fuori dall’aula difronte all’unica torre superstite dell’antico castello di Catanzaro, che dal 1060 circa è stata la testimone silenziosa di ogni evento, soprattutto del vero assedio nel 1528.

Uno dei momenti più importanti della manifestazione è stato durante la coniazione del celebre carlino d’argento di Catanzaro, tra le più importanti testimonianze numismatiche della storia cittadina e calabrese. La la moneta che nacque in un momento di estrema difficoltà, era la paga per il “soldo”, ovvero lo stipendio destinati ai mercenari che protessero la città. Per coniarla, la popolazione mise a disposizione manufatti, gioielli e oggetti realizzati con metalli preziosi. Anche le chiese contribuirono, cedendo parte dei propri beni per sostenere l’impresa.
Il carlino venne così battuto come moneta d’emergenza e nel corso dell’evento il pubblico ha potuto assistere dal vivo alla sua riproduzione mediante la tecnica tradizionale della coniazione a martello. Il procedimento manuale è stato realizzato dalle abili mani del maestro di conio Ginetto Mancuso.
La lamina metallica, ieri come allora, veniva collocata tra due conii: quello inferiore, detto conio d’incudine, recante l’incisione del rovescio, e quello superiore, chiamato conio di martello, destinato a imprimere l’iscrizione storica “OBSESSO CATHANZARIO” (traduzione dal latino medievale della frase “Catanzaro assediata”, a ricordo dell’evento) sulla moneta.

La manifestazione ha così restituito al pubblico non soltanto il racconto di un episodio di strategia militare, ma una parte fondamentale ci ciò che la città ha vissuto e di quanto, ancora oggi, vive nella narrazione culturale del capoluogo.


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