Dal posto fisso al precariato. Riflessioni sulla società contemporanea con Giorgio Falco

Mercoledì 13 Dicembre 2017 10:05 di Redazione WebOggi.it

Conoscere uno scrittore da vicino, capire il percorso, l’ispirazione che lo ha portato a scrivere un determinato libro, entrare in contatto con lui e scambiarsi pareri e opinioni…La presentazione di un libro curata da Nunzio Belcaro e Gianluca Pitari della Ubik è tutto questo e molto altro ancora. Nel secondo appuntamento della rassegna culturale “Anticorpi intellettuali”, mirata a valorizzare quella letteratura con “l” maiuscola, protagonista è stato Giorgio Falco con “Ipotesi di una sconfitta”. Uno degli scrittori più interessanti del nostro tempo, che sembra vivere in un mondo tutto suo ma, in realtà, riesce a realizzare un’analisi molto attenta della società contemporanea. L’incontro, svoltosi al museo Marca, grazie alla collaborazione della Fondazione Guglielmo, è stato introdotto e moderato da Maura Ranieri, docente di diritto del lavoro all’Università Magna Graecia di Catanzaro, che ha tracciato il profilo del lavoratore descritto da Falco nel suo libro, definito un romanzo sul Novecento: <<L’individuo si identifica con l’attività lavorativa che diventa il suo stile di vita, tutto è standardizzato, creando una vera e propria “liturgia del lavoro”>>. Un’opera autobiografica capace di tenere insieme, con straordinaria tensione narrativa, la radice esistenziale e l'indagine antropologica e sociale. <<Ho utilizzato il tema del lavoro per parlare dell’Italia e di me – ha spiegato l’autore - Mio padre era autista dell'ATM, l'Azienda di Trasporti pubblici Milanesi, si alzava alle tre e mezza di mattina e, nel pomeriggio, arrotondava lo stipendio dando lezioni di guida. Io, invece, sono entrato e uscito dai più disparati ambienti lavorativi. Mi sono sempre sentito inadatto. Già a 17 anni, quando lavoravo in una fabbrica che produceva spillette, ho avuto la percezione che la mia vita stava andando in una direzione ignota.>> <<Il mio fallimento nella conquista del posto fisso – ha aggiunto Falco - si è tradotto nella storia di un lento apprendistato per diventare scrittore e, più in generale, coincide con il passaggio generazionale da un'identità fondata sul lavoro a una fondata sulla precarietà.>> <<A volte penso che dovrei ritrovarmi un lavoro – riflette a voce alta lo scrittore – Scrivo solo da 4 anni e tutto questo potrebbe finire da un momento all’altro ma non sono più un ragazzino e nessuno mi attende per darmi un posto. Inoltre, nella scrittura trovo il mio mondo, il mio equilibrio e con essa riescono ad esprimere le mie suggestioni.>> Dopo Falco, l’ultimo appuntamento con la rassegna “Anticorpi intellettuali” sarà venerdì 15 dicembre, alle ore 18, al Marca, con la presentazione dell’ultimo lavoro del collettivo Lou Palanca, “A schema libero”.        


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