Al Marca ha inaugurato Building Body, la personale di Davide Balliano

Lunedì 17 Settembre 2018 10:38 di Redazione WebOggi.it

Ha inaugurato sabato al Museo Marca "Building Body", la personale di Davide Balliano. Trentacinque anni, nato a Torino ormai residente in pianta stabile a New York, quello di Balliano è un importante ritorno in Italia per la sua prima grande personale istituzionale. Un appuntamento che inorgoglisce la Calabria tutta. 

Ancora una volta, iniziativa visionaria della Fondazione Rocco Guglielmo, da sempre impegnata nell’opera di scouting, valorizzazione e promozione di artisti giovani e promettenti nel panorama internazionale. 

“Un lavoro in cui dovrebbero impegnarsi molte istituzioni italiane, che invece spesso promuovono artisti più "anziani", la cui carriera è già consolidata” ha sottolineato Nikola Cernetic in conferenza stampa, direttore di Luce Gallery a Torino, che ha collaborato all’allestimento di "Building Body" al Marca. Accanto a lui, anche il presidente dell'Ente Provincia Enzo Bruno, presente nonostante il maltempo per il taglio del nastro. 

“Quello con Balliano è un progetto che ci vede impegnati da qualche anno, e che riapre in grande la stagione espositiva del Marca, che di fatto non si è mai fermata, poichè anche durante l’estate abbiamo ospitato alcune importanti iniziative. -ha commentato in conferenza stampa Rocco Guglielmo, presidente dell’omonima Fondazione e direttore del Marca- Building Body è una mostra raffinata e rigorosa, così com’è il lavoro di Balliano. L’esposizione coinvolge una serie di opere su tavola che forniscono uno spaccato della sua ricerca pittorica. Lavori in cui le forme sono quasi volutamente erose ed imperfette, quasi a presagire qualcosa che va sempre al di là delle geometrie”.

“Una mostra da visitare pacatamente, un lavoro austero e minimale ma mai ripetitivo, che ci mette di fronte a una serie di geometrie che se pur apparentemente lontane dalla realtà, ne sono una sintesi assoluta in una continua ricerca di emozioni. -ha proseguito Rocco Guglielmo- Come l’artista stesso ci spiega, ciò che vediamo è solo una parte di qualcosa di molto più grande che non vediamo, eppure è sufficiente a darci la sensazione di tutto ciò che non vediamo. Vi invito a vivere e vedere la mostra cercando di vedere oltre”.

Quasi 30 opere (di cui molte di grandi dimensioni) costituiscono un percorso impegnativo, apparentemente popolato da geometrie semplici, ma che concretamente necessita di essere approfondito e riletto più volte, analizzato ben oltre il bianco e il nero della vernice su tavola. 

Dietro le geometrie di "Building Body" così apparentemente semplici, di fatti, c’è lo studio, il rifiuto, l’ascolto, la lettura, l’incidenza della cultura italiana e la contaminazione statunitense, le radici, la pratica, c’è il corredo di un artista già così sorprendentemente completo, autore oggi di un linguaggio stilistico sintetico eppure denso di significati.

Ecco quindi che le geometrie di Balliano esigono immaginazione, necessitano di essere interpretate e reinventate, consapevoli che siano il frutto di un profondo lavoro di ricerca.

Sin dalla sua formazione, dalla fotografia alla scultura, dalle performances alla pittura su legno, lo stile di Balliano è sempre stato volutamente pulito, minimalista, rigoroso.

Il suo linguaggio visivo “quasi astratto”, sottende “un rapporto strano” con l’immagine figurativa, così come l’artista stesso lo definisce.  Vi è dietro un modo di lavorare monastico, meditativo e pratico, dall’aspetto “austero e meccanico”, che reca però anche tracce di una storia personale e ha qualcosa di facilmente condivisibile.

“Sono sempre stato più attratto dal genere di Minimalismo che ha una nota di fondo romantica”, dice Balliano a proposito dei suoi lavori, in una lunga intervista con Chrissie Iles, disponibile in versione integrale sulla monografia dedicata alla mostra.

Affascinato dalla filosofia, dalla letteratura, dalla natura e dalla sua misteriosa imprevedibile ed incontrastata forza, Balliano esprime nel suo lavoro “un tentativo di ricondurre il caos all’ordine, una traslazione di dettagli in qualcosa di semplice e comprensibile”.

“Il macrocosmo è tanto più grande e vasto di noi che è impossibile descriverlo. Eppure, abbiamo la sorprendente capacità di collegare i punti in modo da capire che c’è una razionalità, un set di regole. “Preferirei che i miei lavori fossero riconosciuti, piuttosto che capiti. Riconosciuti come qualcosa di familiare, evitando la trappola dei significati specifici. -commenta il conferenza l'artista - Non sono la persona più indicata per l’analisi e l’interpretazione del mio lavoro -aggiunge- Ho spesso la sensazione che esso abbia una natura a se stante, con la funzione di farci trovare la direzione ritrovandosi un po’ a vicenda. Siate perciò liberi di approcciarvi al lavoro con le vostre interpretazioni, col vostro vissuto”.

La mostra resterà aperta al pubblico fino al prossimo 11 novembre.

 

Orari di apertura: 9.30 / 13.00 - 15.30 / 20.00

Lunedì chiuso

 

Anna Trapasso

 

 

 


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