
Al Circolo Placanica un approfondimento sul film "Uscirai sano"
Giovedì 19 Ottobre 2017 09:03 di Redazione WebOggi.it
Un altro "sold-out" realizzato dal film "Uscirai sano" dopo quelli ottenuti nelle quattro proiezioni che in queste settimane si sono tenute al rinnovato Cinema Teatro Comunale di Catanzaro. Il pienone questa volta si è avuto al Circolo Placanica dove graditissimi ospiti sono stati, mercoledì sera, Barbara Rosanò, co-regista del film, e una parte del suo cast. E' stata rievocata la nascita del film, la fonte di ispirazione, e il lavoro di realizzazione di questo intenso film-documentario sui cento anni di storia del "Manicomio" di Girifalco, con aneddoti, ricordi e interessanti "dietro le quinte" che non hanno trovato spazio nell'opera finita. Barbara Rosanò, introdotta da una approfondita, meditata e puntualissima ricostruzione del filmato fatta da Amelia Morica, ha raccontato le varie fasi del lavoro realizzato all'interno dell'Ospedale Psichiatrico, ma soprattutto tra le strade di Girifalco, un paese che negli anni ha saputo accogliere, accudire e alla fine un pò "assomigliare" a quella parte di popolazione di malati che avevano la possibilità di lasciare, nelle ore diurne, l'Istituto di Cura. Un intero paese ha imparato con gli anni a convivere con essi, assecondandone i gusti, le debolezze, le manie, i desideri, e scoprendo al contempo un mondo di interiorità, di "strane intelligenze", di passioni, di bisogni. "Quel che resta di un abbraccio" tra un intero paese e il "suo" Manicomio è stato il titolo che il Presidente del Circolo, Venturino Lazzaro, ha voluto per la serata, e di questo si è parlato approfonditamente, soprattutto prendendo spunto da ciò che è cambiato con il varo della Legge Basaglia, sulla rimodulazione della funzione manicomiale. Di quelli che negli anni '60 erano oltre 1200 malati, oggi ne restano circa 40, per lo più in regime di ricovero coatto. Negli anni quell'"abbraccio" si è sciolto, ma soprattutto le vecchie generazioni di residenti non l'hanno del tutto dimenticato, consegnando alla memoria e alla storia una vicenda importante dal punto di vista Medico-specialistico, e formidabile dal punto di vista antropologico ed esistenziale. Mercoledì prossimo, 25 Ottobre, "Quel che resta del giornalismo" a cura di Flippo Veltri e la presenza di Giandomenico Crapis, autore di una pubblicazione sui 10 anni dalla morte di Enzo Biagi.
