Al Circolo Placanica "Quel che resta del futuro..."

Giovedì 23 Novembre 2017 09:56 di Redazione WebOggi.it

Un interessante dibattito con studenti ed ex studenti Universitari che hanno deciso di studiare, vivere e lavorare in Città. Il nostro futuro, il futuro della nostra città, dipende da quei giovani che nonostante le difficoltà logistiche, le difficoltà economiche, e le pulsioni giovanili centrifughe, decidono di restare, lavorare e crescere nella propria terra e nella propria città. Sono loro che costituiranno la classe dirigente del futuro, ed è stato oltre modo interessante, nel Mercoledì del Circolo Placanica, ascoltarli, interrogarli e dibattere con loro sulle più diverse e complesse tematiche, sia di ordine personale che professionale. Dopo la consueta introduzione del Presidente del Circolo, Venturino Lazzaro, che tra il serio e il faceto ha invitato la "futura classe dirigente" a fare e operare meglio e più fattivamente di come hanno fatto le generazioni precedenti (compresa la sua), è stata Mariarita Albanese, responsabile della Sezione Giovani a condurre la serata cui hanno preso parte studenti, ex studenti e qualche Docente Universitario. Al tavolo hanno preso la parola Elvira Fratto, Antonio Ionà e Sebastian Ciancio che si sono alternati al microfono per dare dati, sottolineare criticità e suggerire possibili soluzioni riguardo alle complesse e numerosissime problematiche che accompagnano gli studenti universitari dell'Università Magna Grecia di Catanzaro. L'attenzione è andata dalla carenza di luoghi fisici di aggregazione per le Associazioni di studenti, alla carenza di collegamenti tra i quartieri cittadini a il Campus, alla scarsa attenzione che, secondo loro, l'Amministrazione cittadina presta alle reali esigenze della popolazione studentesca e al corpo docente universitario. In rappresentanza del corpo docente ha preso la parola il Prof. Tullio Barni, anche lui già altre volte ospite del Circolo Placanica, che ha ripercorso il suo itinerario personale, familiare e accademico, che lo ha visto trasferirsi da Prato, suo luogo di nascita, e da Firenze, suo luogo di studio e di lavoro, nel profondo sud d'Italia. Ma è stato qui, in Calabria, che i suoi figli sono cresciuti ed è qui, a Catanzaro, che il suo percorso professionale si è snodato, tra grandi soddisfazioni professionali, e qualche delusione per quanto riguarda il livello di accettazione e di integrazione che il tessuto cittadino gli ha offerto. Su questo tema, la mancata integrazione tra Città e Università, e soprattutto tra Centro Storico e vita studentesca, che si sono concentrati gli ultimi interventi, dai quali è venuto fuori, ancora una volta, come una Città, un capoluogo regionale, un tessuto cittadino nel suo insieme, non possa fare a meno di una vera, concreta e fattiva interlocuzione con l'Università, le cui potenzialità in termini di crescita sociale, economica e culturale non sono ancora state completamente messe a fuoco. Il prossimo appuntamento al Circolo Placanica è per Mercoledì prossimo, 29 Novembre, con il secondo capitolo del nuovo Corso di Letteratura Italiana, a cura del Prof. Luigi La Rosa.


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