
Vibo. Tentata estorsione di due sacerdoti, "spariti" gli atti di costituzione di parte civile: aperta un'indagine
Lunedì 12 Aprile 2021 13:56 di Redazione WebOggi.it
di EDOARDO CORASANITI
Spariti, dissolti nel nulla: al Tribunale di Vibo Valentia questa mattina non c'è traccia degli atti di costituzione di parte civile già presentati nell'udienza preliminare del processo a carico di due sacerdoti, Graziano Maccarone (difeso dall’avvocato Fortunata Iannello), segretario particolare del vescovo di Mileto, e Nicola De Luca (difeso dall'avvocato Giovanni Vecchio), reggente della chiesa Madonna del Rosario di Tropea,accusati di per tentata estorsione aggravata dalle modalità mafiose. I due avrebbero minacciato le vittime per avere indietro dei soldi che gli avevano prestato e si sarebbero vantati amicizie con la cosca Mancuso di Limbadi. Il 21 gennaio scorso il Gup di Catanzaro li ha rinviato entrambi a giudizio.
Oggi la pm della Dda di Catanzaro,Irene Crea, ha fatto sapere che per la dispersione degli atti è stato aperto un'indagine contro ignoti.
Dall'altra parte, i legali della parte civile hanno depositato una nuova costituzione e il collegio presieduto da Tiziana Macrì ha dato l'ok. Ma la richiesta degli avvocati Michele Gigliotti e Daniele Scarfone si è spinta oltre, chiedendo l'emissione di un decreto per l’autorizzazione della citazione del responsabile civile della Diocesi di Mileto- Nicotera-Tropea per le condotte degli imputati. Il responsabile civile è il Vescovo. Tradotto, la difesa vuole che a pagare economicamente per i danni subiti dalle vittime sia la Diocesi.
I fatti oggetto dell'inchiesta risalgono al 2012. I due sacerdoti sono accusati di avere minacciato un uomo al quale avevano prestato 2.500 euro De Luca e 6.700 Maccarone.
