
Ventenne minacciata e costretta a prostituirsi. Arrestata una donna nigeriana
Giovedì 16 Marzo 2017 15:27 di Redazione WebOggi.it
Avrebbe ridotto in schiavitù una ragazza extracomunitaria, di nazionalità nigeriana, di 20 anni. Con questa accusa è stata arrestata Joy Omorodion, cittadina extracomunitaria di nazionalità nigeriana, indiziata insieme al fratello Sunday di aver approfittato della vulnerabilità della giovane e di averla indotta a prostituirsi. Non solo, la donna è accusata anche di aver tenuto segregata la ragazza, in scarse condizioni igieniche, in un appartamento di Rosarno obbligandola non solo a prostiturisi ma anche a versare loro l'intero importo di ogni prestazione sessuale minacciandola di infliggerle lesioni personali e di uccidere i suoi congiunti. Il tutto per riscattare il debito di 20.000,00 euro contratto per raggiungere l'Italia.
Le attività della donna sono state scoperte già nel mese di novembre, quando la giovane vittima era risucita, a mettersi in contatto con un amico connazionale residente nel centro Italia chiedendo il suo aiuto, fornendo però solo indicazioni poco precise sul luogo in cui si trovava. Avviate le ricerche, gli investigatori della Squadra Mobile di Reggio Calabria, insieme al personale del Commissariato di Polizia di Gioia Tauro sono riusciti ad individuare l'abitazione dove si trovava la vittima e a rintracciare uno dei due sfruttatori. Nella asa erano presenti anche altre due ragazze costrette a prostituirsi. Secondo le testimonianze della vittima, sarebbe stata costretta a prostituirsi dal 2015 con diversi clienti che pagavano la somma di 10 euro per ogni prestazione. Soldi che venivano intascati dai due fratelli. Sunday Omorodion è stato arrestato in flagranza di reato, mentre la sorella Joy risultava irreperibile. Il 9 marzo, invece, nell'ambito di controlli straordinari nel territorio la donna è stata rintracciata nelle tendopoli di San Ferdinando e sottoposta a fermo di indiziato di delitto per i reati sopra indicati. Il fermo è stato convalidato dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Palmi che applicava, , nei confronti della donna, la misura cautelare della custodia in carcere.
