Una mamma della "Pascoli- Aldisio" : " Il Covid non fermi la solidarietà"

Lunedì 09 Novembre 2020 13:04 di Redazione WebOggi.it

Riceviamo e pubblichiamo

"È ormai quasi un anno che l’attenzione di tutti è completamente prestata al fenomeno COVID.

In questi casi è purtroppo naturale che prevalga il senso di conservazione,  protezione e   individualismo di ciascuno.

In ogni situazione di emergenza il rischio è quello che l’egoismo prevalga sul senso sociale e che ogni individuo si Chiuda tra le proprie mura. Eppure sappiamo dare spesso prova dei nostri valori proprio in questi momenti come piccoli fari che illuminano la notte per guardare il giusto cammino.Questo è nel suo piccolo la storia che vi sto per raccontare...

Mio figlio è iscritto alla scuola elementare  Pascoli Aldisio, purtroppo come in tante altre drammatiche circostanze un genitore della classe è stato vittima del contagio, fortunatamente in forma asintomatica.

Da quando l’abbiamo saputo sono partiti i protocolli, le restrizioni, l’ordinanza sindacale di chiusura della classe e la trafila dei tamponi... tutte storie tanto drammatiche quanto ormai quotidiane. Sfortunatamente il genitore di cui parliamo per casi del destino non può contare sul supporto di famiglia o amici e peraltro si trova senza lavoro a casa solo con il suo bambino/a.

Come ovvio in queste situazioni la reazione iniziale dei genitori è stata dettata dalla preoccupazione e dalla cautela.  Ma in poche ore i genitori e le insegnanti della classe hanno manifestato una forte reazione all'insegna della solidarietà e della condivisione.

La Dirigente scolastica, il Corpo docenti e genitori si sono attivati per consentire a questo bambino/a di partecipare alla dad fornendogli un pc, una connessione ad internet, una stampante e procurando anche generi alimentari e qualche gioco.

È stata coinvolta l’Associazione Nati per amare per avere un supporto psicologico, medico e per un primo pacco alimentare; un docente in particolare nel ricordo del suo compianto figlio Salvatore Rotundo si è prodigato per fornire, a proprie spese, durante la quarantena il servizio a domicilio per i beni alimentari di prima necessità, dimostrando come da un dolore possa nascere un sorriso e dall’amore non possa che nascere altro amore.

Probabilmente questa non sarà una storia eclatante che salterà ai clamori della cronaca, ma forse in un contesto così buio, come quello in cui stiamo vivendo, un piccolo raggio di luce può dare ottimismo, esempio e coraggio a tutti. 

Che il Covid non fermi la solidarietà, il sostegno e la vicinanza che ci rende umani! "

Marzia Rainoldi


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