
Tutti con Gratteri - Pino Masciari: "Tutti abbiamo qualcosa da denunciare" (VIDEO)
Sabato 18 Gennaio 2020 15:28 di Isabella Pesce
Pino Aprile che presenta emozionato il testimone di giustizia Pino Masciari, dal '97 sottoposto ad un programma di protezione con tutta la famiglia.
Masciari, con la voce rotta dalla rabbia e dalla veemenza, che esorta tutta la platea a denunciare, perché tutti abbiamo qualcosa da dire alla Procura.
Queste sono alcune delle immagini che rimarranno di oggi. Nel clima plumbeo di una Catanzaro stanca e delusa,sotto un cielo arrabbiato e grigio, interrotto da qualche sporadico raggio di sole che sembrava sottolineare l'importanza delle parole dette, centinaia di persone, troppo poche per le aspettative, si sono unite stamattina per urlare la loro sete di Giustizia davanti la Procura.
“Non ci sono bandiere, ci sono le facce di chi ha scelto di esserci” afferma Aprile e esorta a immaginare un cimitero in cui ci stiano tutte le vittime di mafia, mette in luce come la maggioranza, la stragrande maggioranza, siano meridionali, per far comprendere quanto sia una guerra in cui tutti i cittadini calabresi devono combattere in prima linea.
“Ho denunciato per essere un imprenditore e un padre di famiglia libero” dichiara Masciari ai manifestanti “Non lo sono stato. Lo stato che era assente allora mi ha fatto fuggire di notte deportando me, mia moglie e i miei due bambini.
Ho vissuto con la vergogna e quasi con disonore. Per aver fatto cosa? Per aver scelto lo Stato, quello riconosciuto dalla nostra Costituzione. Oggi qui in gran parte dei territori della Calabria vi è uno Stato, sì, lo stato criminale e mafioso, quello massonico che con i politici fa gli affari. Quello dei servizi deviati: uomini e servitori dello Stato che servono le mafie.” continua il testimone di giustizia tra gli applausi.
“Sono tornato qui. Da esule Mi hanno esiliato e fatto sentire come se fossi la cosa più schifosa di questa terra, io invece sono fiero di quello che ho fatto. La mia scelta di allora è la scelta che noi tutti dovremmo fare oggi. Per la prima volta la porta della Procura è aperta, abbiamo dei magistrati vicini agli imprenditori, non dobbiamo avere paura perché la paura ci ha resi complici in tutti questi anni, non dobbiamo avere paura di essere onesti, abbiamo bisogno di istituzioni che fanno il loro lavoro con amore e con coraggio, è per questo che siamo qui oggi, per non lasciare soli gli uomini della Procura, oggi dobbiamo essere tutti Gratteri.
