
Tuffo collettivo a Catanzaro: tra allegria e divertimento un'onda anomala di riscatto
Lunedì 13 Agosto 2018 09:23 di Redazione WebOggi.it
di Alessandro Manfredi - Non è più una novità, anzi. E’ quasi prassi ormai assistere ad eventi nati dal web e tramutati da realtà virtuale in realtà quotidiana e concreta. Da idee libere, spontanee e generose nascono sempre più spesso eventi che raccolgono tantissime persone e che, soprattutto, le coinvolgono da protagoniste. Un protagonismo condiviso, che va oltre le barriere dell’individualismo e dell’egocentrismo contemporaneo. Chissà che il desiderio diffuso di ritrovare delle comunità e delle città devote alla condivisione ed alla ricerca di obiettivi comuni affinché si possa usufruire di un benessere collettivo possa determinare un rapido e rivoluzionario cambiamento.
Intendiamoci, non quello che la politica millanta di voler realizzare da circa tre decenni, bensì un cambiamento spontaneo, istintivo, quasi naturale e, pertanto, generoso. E proprio la veemente reazione che scaturisce da un’intolleranza crescente nei confronti della mediocrità di alcuni territori, messa in evidenza soprattutto dal web e dal mondo trasmesso in tempo reale in qualunque momento della nostra giornata, potrebbe trasformarsi in quel tanto auspicato cambiamento. Ed il web è così potente che pure Catanzaro, capoluogo della Calabria, compie attraverso i gruppi social presenti in città qualche passo in avanti. Ieri, in una domenica di metà agosto, dall’idea di due cittadini amministratori di gruppi e frequentatori del social, ne è venuto fuori un tuffo in mare collettivo quasi da guinness. Un tuffo che è qualcosa di più dell’allegria vissuta da migliaia di persone contemporaneamente.
E’ solo un tuffo in mare, certo, ma tra gli schizzi salati, i colori giallorossi della città, le coreografie di tante strutture balneari che hanno aderito all’evento ideato da Vincenzo Tarzia e Giuseppe Bianco e promosso attraverso il gruppo Facebook Sei di Marina di Catanzaro se…, si nasconde una gigantesca onda anomala di riscatto, pronta a riversarsi dal web alla vita reale, capace, forse, di stimolare quel cambiamento che Catanzaro e i catanzaresi attendono da decenni. E’ un tuffo di migliaia di persone che hanno voglia di vivere, d’estate e d’inverno, una delle città più belle del Pianeta. E chi considera esagerata tale affermazione si faccia un giro con i satelliti virtuali del web e conti quante città in questo mondo godono delle caratteristiche naturali in possesso del capoluogo della Calabria e della sua provincia, tra Sila, mar Ionio e mar Tirreno.
E’ un tuffo, questo, che si rivolge direttamente agli amministratori della città, additati quest’anno di non aver soddisfatto le enormi aspettative che ogni stagione estiva raccoglie e che troppe poche volte vengono appagate. Perché per quanto politici di vari colori possano accreditarsi eventi e doti organizzative, sono evidenti le critiche mosse sui social dai cittadini pronti a porre in evidenza visioni approssimative di una programmazione turistica praticamente inesistente, calata nel contesto di disservizi idrici, ambientali, di insicurezza, di assenza totale di politiche di gestione del traffico e della mobilità e, cosa clamorosa e gravissima, assenza di segnaletica orizzontale sulle strade. E’ incredibile che nella piena stagione turistica manchi spesso l’acqua o che si cammini in un luogo turistico dove, nel 2018, non ci sono neppure le strisce pedonali.
Di fronte a tutto questo, il tuffo collettivo di ieri, per quanto rapidamente organizzato ma splendidamente eseguito su chilometri di spiaggia, vale tantissimo. C’è voglia di fare in quel tuffo, c’è voglia di essere, ma non uno “tra” migliaia. Tutti, ieri, hanno voluto essere uno “con” migliaia. Ed essere una cosa o l’altra, soprattutto a Catanzaro, può fare grande differenza. Ed allora è necessario ringraziare chi ha creduto nel tuffo collettivo, chi lo ha organizzato e messo in campo, chi lo ha colorato e reso unico e chi lo ha eseguito. Migliaia di persone, mano nella mano, forti e consapevoli di voler vincere una sfida.
Ce l’hanno fatta, sia a compiere il tuffo collettivo che a far emergere dal mare quell’onda anomala portatrice di messaggio. E c’è da giurarci che anche i politici della città hanno da ieri compreso meglio quel messaggio, prendendo atto come il popolo virtuale, può e sa essere quello che in realtà è nella sua essenza. Il web e la tecnologia sono frutto dell’evoluzione umana e prima o poi, per la sfortuna di molti che ancora oggi credono di poter governare la cosa pubblica curando interessi particolari a discapito degli interessi collettivi rivalendosi di logiche medievali, tutti comprenderanno di essersi evoluti e l’evoluzione, si sa, spazza sempre via dalla storia ciò che è divenuto obsoleto.
Nel video interviste e immagini del tuffo collettivo a Catanzaro
