
Terza Giornata mondiale di preghiera e riflessione contro la tratta di persone
Lunedì 06 Febbraio 2017 09:15 di Redazione WebOggi.it
Questo è il tema scelto dalla Chiesa cattolica, per proporre una riflessione sul problema della tratta di esseri umani e per invitare alla preghiera tutti coloro che credono in un unico Dio. Si definisce vittima della tratta, una persona che subisce uno sfruttamento, a fini di lucro, in favore di un privato o di una organizzazione criminale. L’assoggettamento prevede, per la maggior parte delle vittime, un vero e proprio "traffico" in cui gli esseri umani sono la merce. È un dramma che coinvolge milioni di persone che vivono per lo più in paesi poveri, inizia nei paesi di origine e termina, dopo tante sofferenze, spesso anche sul nostro territorio nazionale. Lo sfruttamento può assumere svariate tipologie: lo sfruttamento della prostituzione; lo sfruttamento lavorativo e, non meno grave, l’accattonaggio. Nella provincia di Catanzaro, attualmente, c'è una grande diffusione dell’accattonaggio, ma sono in atto anche le altre forme di sfruttamento, sebbene più celate. L’Arcidiocesi di Catanzaro – Squillace è impegnata concretamente per dar sollievo a coloro che vivono questa condizione di schiavitù. Attraverso il servizio dell’Oasi di Misericordia si cerca in tutti i modi di concretizzare la parola del Vangelo di S. Matteo al capitolo 25: "ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi". Fra gli "ultimi evangelici" a cui si cerca di offrire ristoro, cibo e bevande, ma anche attenzione e calore umano, vi sono molte persone vittime di tratta. Ogni sera, alcuni operatori e volontari si recano nella zona sud della città per dar sollievo a coloro che vivono in una condizione di assoluta precarietà e abbandono, offrendo mezzi di conforto, ma anche la possibilità di un'accoglienza notturna. Tra queste persone vi sono anche alcune ragazze vittime dello sfruttamento sessuale che vivono in condizioni degradanti che le sottopongono a continue umiliazioni e privazioni. Oltre a questo servizio, è in atto un progetto regionale, denominato In.C.I.P.I.T., che si propone di andare oltre all’assistenza primaria, mediante la prevenzione, l’accoglienza residenziale delle vittime, l’osservazione del territorio e la ricerca sull’evoluzione del fenomeno. Tale progetto, finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, vede come titolare la Regione Calabria, mentre la realizzazione delle attività progettuali è affidata ad organizzazioni del Terzo Settore dislocate nelle varie province. Nella zona del catanzarese il servizio è fornito dalla Fondazione Città Solidale Onlus, organismo promosso dalla Caritas Diocesana che è espressione dell’Arcidiocesi di Catanzaro – Squillace. Vista l’importanza di una interazione tra le Istituzioni, per tale azione sul territorio hanno dato adesione formale: la Prefettura di Catanzaro, la Questura e l’Assessorato per le Politiche Sociali del Comune di Catanzaro. Tale collaborazione su diversi ambiti d’intervento, favorisce oltre che l’assistenza, anche la giusta tutela per coloro che operano in un settore così difficile e controverso. Avere l’affiancamento delle istituzioni ai più alti livelli, consente infatti di operare interventi efficaci, a volte risolutivi. Tuttavia ciò che come cristiani più ci interessa, è affermare i principi evangelici della dignità umana e la condanna per ogni atto di assoggettamento di esseri umani, favorito dal dilagare delle organizzazioni criminali, locali e straniere, che trovano terreno fertile in territori omertosi ed in cui è assolutamente insufficiente la conoscenza del fenomeno. Dunque, la giornata di preghiera è un'occasione per ridestare l'attenzione dell'opinione pubblica su un problema purtroppo sottovalutato, e per rimotivare chi già opera nel settore, con un impegno che per chi crede in Gesù e nel suo Vangelo non nasce solo da pur nobilissime ragioni sociali: ogni creatura (bambino, donna), è figlio di Dio e nessuno ha diritto di renderlo schiavo. Non c'è motivazione economica politica, culturale o religiosa che può giustificare tale crimine contro l'umanità.
