
Taglio guardie mediche Catanzaro, domani sit-in presso Cittadella regionale
Giovedì 20 Febbraio 2020 13:35 di Redazione WebOggi.it
Ancora una volta la scure dei tagli rischia di abbattersi sulla sanità calabrese con la previsione, contenuta nella delibera della Commissione straordinaria dell’Asp di Catanzaro n. 64 del 12/02/2020, della riduzione del numero di postazioni di continuità assistenziale (ex guardia medica) da 60 a 25 sul territorio catanzarese, postazioni che già erano appena sufficienti a soddisfare le richieste di assistenza. È l’ennesimo colpo inferto ad un territorio e alla sua popolazione che delle disfunzioni della sanità paga continuamente dazio, costretta com’è ad affrontare sacrifici enormi per poter fruire di cure adeguate. Abbiamo assistito impotenti negli anni alla chiusura di numerose strutture e presidi ospedalieri operanti in vari centri della Regione, allo spopolamento degli ospedali, ove al naturale venir meno del personale per pensionamento non è seguito alcun turn over, in quanto: non si assume, si utilizzano precari, non si bandiscono concorsi e, anche per quelli già espletati, a differenza che negli altri settori della pubblica amministrazione, non si garantisce lo scorrimento della graduatoria. L’Azienda Sanitaria è sempre più azienda e in quanto tale dominata dalla logica del profitto e sempre meno sanitaria, quasi che il valore essenziale della salute, pur costituzionalmente garantito, costituisca una formula vuota ed inconsistente. Gli sprechi ci sono indubbiamente, ci sono stati, ma, come troppo spesso accade nel nostro paese, anziché perseguire gli autori comminando loro pene esemplari, si risolve il problema non garantendo il servizio e quindi arrecando un danno incalcolabile agli incolpevoli possibili fruitori.
La problematica riguardante il numero di postazioni di guardia medica era stata affrontata già con deliberazione della Giunta regionale n. 580 del 08/08/2006, che aveva riconosciuto la possibilità per le aziende sanitarie calabresi di tener conto, “in relazione alla particolare conformazione oro-geografica del territorio… ed in base alle caratteristiche della densità abitativa, della viabilità e dell’organizzazione dei livelli assistenziali presenti nel territorio di competenza”, di un rapporto di riferimento di un medico ogni 3500 residenti, con ciò modificando il rapporto ottimale di un medico ogni 5000 residenti previsto dall’art. 64 A.C.N.
La nuova delibera, se attuata nei termini in cui è stata predisposta (soppressione di 35 su 60 postazioni di continuità assistenziale) darà il colpo di grazia a quelle comunità e soprattutto a quelle persone che per età e condizioni di salute si ritroveranno ad essere penalizzate da una concentrazione di funzioni su un numero più ristretto di postazioni per di più dislocate a maggiore distanza dalla propria sede di residenza.
Non può sfuggire, infatti, l’alto numero di anziani che popolano i paesi del Catanzarese, soprattutto quelli di montagna, e le croniche difficoltà di collegamento tra i vari centri.
La situazione è talmente esplosiva che per una volta l’opposizione a quanto paventato ha trovato l’unanime consenso di politici e amministratori, da ultimo quella della maggioranza dei sindaci dei paesi interessati che hanno minacciato di dimettersi in massa.
La speranza è che tanto dispiegamento di forze ed il sit-in previsto alle ore 10 di domani presso la Cittadella regionale organizzato dai medici della continuità assistenziale inducano l’Asp di Catanzaro a ritornare sui suoi passi.
