Stefano Veraldi: "Corso Mazzini e periferie - Natura morta, olio su tela"

Giovedì 20 Agosto 2020 08:29 di Redazione WebOggi.it

"Assistiamo, oggi, alla noncuranza del Verde Pubblico, fondamentale, in termini paesaggistici, ad innalzare qualitativamente lo status di Catanzaro", scrive in una nota Stefano Veraldi. "È uno scempio il semplice intravedere la natura morta, sia nel centro storico che nelle periferie, rappresentata anche dalle tante palme colpite dal “Rhynchophorus Ferrugineus”, comunemente definito “Punteruolo Rosso”.
Ora, in una qualsiasi città normale del Congo Belga, del Paraguay o delle Isole Comore, chi gestisce così il verde pubblico sarebbe già stato accompagnato alla porta dalla Buoncostume, anzi, non avrebbe mai fatto politica.
Ma stiamo parlando di luoghi civilizzati - dico, avete presente il Congo Belga? - dove il prestigio delle istituzioni è ancora un valore culturale condiviso. Qui, nel capoluogo di Regione, invece, nel terzo mondo della Repubblica delle Banane, chi gestisce i soldi pubblici che, sono le tasse dei cittadini, senza far rispettare i capitolati, se ne sta bello e inchiavardato a tripla mandata alla sua poltrona, dalla quale, ogni giorno che il buon Dio manda in terra, dispensa saggi di inefficienza, di incompetenza e di inesistenza che rappresentano la metafora, il profilo plastico, tattile, lombrosiano della peggior amministrazione della Catanzaro degli ultimi vent’anni".


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