Stalettì. Minacce al sindaco Mercurio: la solidarietà di Aloisi (“Amici di Caminia”)

Sabato 02 Gennaio 2021 09:15 di Redazione WebOggi.it

“La lettera basatasull’odio e sul livore gratuitoindirizzata al sindaco Mercurio è stata fatta recapitare anche a me”.

A renderequesta dichiarazione è il Vicepresidente dell’Associazione Amici di Caminia, ClaudioAloisi, che ha ricevuto la missiva piena di insultidi natura “divinapiùche divere minacce di morte.

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“In ogni caso- continuaAloisi-esprimo a nome mio e dell’associazione la più totale solidarietà al sindaco Mercurio. E’ vero ci sonocontrasti tra l’amministrazionecomunaleattuale e coloro che hanno le case a Caminia e che si sono visti le case sottoposte a sequestro forse con una certa celerità quandoda parte della Procura ci sarebbe dovutoessere più cautela nel prendere il provvedimento di sequestro, considerato le innumerevoli sentenze penali di assoluzione, nonchélesentenze civili e amministrative contrastanti tra di loronel corso degli ultimi 50anni !!! Ma una cosa è la dialettica nei termini civili e una cosa è il passare agli insulti da parte di qualche squilibrato, che ha pensato di stilare questa lettera dal cui contenuto ci si dissocia completamente e si condanna questo atteggiamento che ha poco a che fare con i canoni di civiltà”

Aloisicontinua nel dire che “appare molto strano che in prossimità della decisione che dovrà prendere tra pochi giorni il Tribunale del riesame sul dissequestro delle case di Caminia sia stata stilata questa lettera di insulti, ancora una voltaforse,per gettare fango sulla questione delle case di Caminia, e buttare un’ombra su tutta la vicenda, quando in questo momento è necessario abbassare i toni, moderare i termini e ragionare tra persone civili nella risoluzione della questione delle case di Caminia e delle case sugli scogli, vicenda rimasta insoluta per oltre 55 anni”.

 Aloisiconclude dicendo “mi auguro che i Giudici che dovranno decidere nei prossimi giorni si basino suirealiriscontri oggettivi consistenti nelle sentenze ormai passate in giudicato, perizie, planimetrie e fotografie,che raccontanociò che realmente è successo in questa annosa vicenda e non farsi prendere la mano da un tentativo maldestro e goffo da parte diqualche strano soggetto che ha voluto ancora una volta buttare fango su settanta famiglie di persone per bene e che si ripete hanno agito sempre e solo in assoluta buona fede, essendo stati originariamente invitati dal Comune di Stalettì ad andare a costruire negli anni sessanta e settanta su quella strisciadi terra rivendicata dallo stesso Comunefino al 25/02/1979 e diventato poi demaniale in base ad un atto postumo rispetto alla data in cui sono state costruite le case, e non avendone alcun effetto giuridico, in quantoemessocon effetto retroattivo”.


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