
Spiagge: in Emilia più libertà che in Calabria, regione senza epidemia
Giovedì 14 Maggio 2020 11:28 di Redazione WebOggi.it
Mentre alcune Regioni si preparano a riaprire le spiagge già a partire da lunedì 18 maggio, Inail e Iss hanno pubblicato un documento tecnico sulla balneazione che ha già sollevato parecchie polemiche nella categoria. Lo studio comprende un’analisi del rischio che comporta la riapertura degli stabilimenti balneari e delinea delle linee guida per contenere il pericolo di contagio sulle spiagge italiane.
Punto di partenza è l’invito alle autorità locali di adottare “specifici piani che permettano di prevenire l’affollamento delle spiagge". A ciò bisognerà unire una serie di misure organizzative.
Per quanto riguarda l’accoglienza, occorrerà garantire un accesso contingentato, prevedere la prenotazione, anche per fasce orarie, favorire i pagamenti veloci con carte o via web in fase di prenotazione, differenziare i percorsi di entrata e uscita.
Si prevede poi la numerazione delle postazioni/ombrelloni e la registrazione per ogni postazione dei rispettivi utenti, l’igienizzazione delle superfici prima dell’assegnazione della stessa attrezzatura ad un altro utente, anche nella stessa giornata.
Serve inoltre ridefinire il layout degli spazi, tenendo conto della distanza minima tra le file degli ombrelloni (5 metri) e la distanza minima tra gli ombrelloni della stessa fila (4,5 metri). Lettini e sdraio dovranno essere forniti in quantità limitata in modo da garantire un distanziamento rispetto alle attrezzature dell’ombrellone contiguo di almeno 2 metri.
E' vietato per le cabine, l’uso promiscuo ad eccezione dei membri del medesimo nucleo familiare, prevedendo un’adeguata igienizzazione tra i diversi utenti.
I bagnanti devono indossare la mascherina al momento dell’arrivo, fino al raggiungimento dell’ombrellone o della postazione assegnata, all’uscita dallo stabilimento. Vanno poi installati dispenser per l’igiene delle mani a disposizione dei bagnanti in luoghi facilmente accessibili.
A queste regole, dettate indistintamente per l'intero territorio nazionale dall'Inail e dall'Iss, fanno riscontro però quelle che scaturiscono dall'incontro tra Regione Emilia-Romagna, associazioni di categoria, sindacati, Comuni costieri e Direzione Marittima, che ha portato alla condivisione di un documento che regolamenta il settore in maniera decisamente più elastica rispetto a quelle nazionali.
Infatti, la cosa più eclatante è la previsione di una superficie minima a ombrellone di 12 metri quadrati, indicativamente 4 e 3 metri tra paletti degli ombrelloni e delle file, a fronte dei 5 e dei 4,5 metri disposti dal documento Inail-Iss e quella di 1,5 metri tra le attrezzature di spiaggia, come lettini e sdraio sulla battigia, rispetto al distanziamento di almeno 2 metri del documento nazionale.
Tali difformità appaiono quanto meno incomprensibili alla luce delle enormi differenze tra i dati dell'epidemia tra la regione Emilia-Romagna (che, in base ai dati forniti dalla Protezione Civile aggiornati a ieri, si attesta al terzo posto, dopo Lombardia e Piemonte, per numero di contagi con 26.979 persone colpite da Covid19 e al secondo posto, dopo la Lombardia, per decessi, ben 3.905) e la Calabria.
La nostra Regione, infatti, sempre in base ai dati aggiornati a ieri dalla Protezione Civile, è la terz'ultima regione d'Italia per numero di contagi (meglio solo il Molise e la Basilicata, regioni di estensione notevolmente inferiore) con sole 1140 persone affette da coronavirus e soli 93 decessi registrati.
Senza contare che in Calabria una normale influenza ha numeri decisamente superiori di contagi e anche di decessi rispetto a quelli che si sono verificati per Coronavirus.
Questa è solo una delle eclatanti incongruenze che la gestione dell'emergenza coronavirus ci sta offrendo. E' sotto gli occhi di tutti che nel mentre si richiede l'uso obbligatorio dei termoscanner per consentire l'accesso nelle aziende, negli uffici, perfino nelle concessionarie di auto e nei lidi, poi si consente il libero accesso in luoghi in cui notoriamente il distanziamento è oltremodo difficile da attuare, come metropolitane, parchi, supermercati.
Sarebbe necessaria una maggiore coerenza nella imposizione delle regole ai cittadini e agli operatori dei vari settori economici e produttivi, che siano soprattutto supportate da una valutazione più serena e obiettiva delle situazioni in relazione alla diversa evoluzione del diffondersi del contagio nel nostro Paese.
E quindi, numeri alla mano, è auspicabile una riapertura totale e senza restrizioni delle spiagge in Calabria (che già in maniera alquanto discutibile è stata equiparata a quelle che dovevano, e forse ancora oggi dovrebbero, rimanere "zona rossa"), al fine di favorire un'attività che è il fiore all'occhiello per la nostra Regione.
