Smaltimento illecito dei rifiuti speciali a Lamezia Terme: quattro misure interdittive (I NOMI)

Giovedì 14 Gennaio 2021 10:15 di Redazione WebOggi.it

Nel corso della mattinata odierna,ifinanzieridelComando ProvincialediCatanzaro, i carabinieri del Nucleo Operativo EcologicodiCatanzaro e personale della Capitaneria diPortodiViboValentia, coordinati dal Procuratore della Repubblica di Lamezia Terme, Dottor Salvatore CURCIOe dal Sostituto Procuratore Dottoressa Marica BRUCCI,stannodando esecuzione,in diverse regioni del territorio nazionale (Lazio, Basilicata, Puglia e Calabria)ad una misura cautelarepersonalee reale emessa dalla Dottoressa Emma SONNI, Giudice delle Indagini Preliminaridel Tribunale di Lamezia Terme,nei confronti di4soggetti,di cui treamministratori dell’Ilsap Srle il direttore dello stabilimento produttivo della società, autori diplurimireati in materia ambientale.

In particolare, i militari delle Fiamme Gialle lametine, i Carabinieri e la Capitaneria di Portostanno notificando l’applicazione della misuradell’interdizionedell’esercizio diattività imprenditoriale nel settore dei rifiutinei confronti di:

1.MARTENA ROBERTO, classe 62’, di Roma;

2.DE NINNO GIOVANNI, classe 59’, di Ferrandina (MT),
3.ANGELASTRI LEONARDO, classe 83’, di Bari;
4.MARTENA MAURIZIO,classe 65’ di Roma.

Tra gli indagativi èanche un Amministratore Giudiziario, nominato dalTribunale di Napoli nell’ambito di un altro sequestro preventivo nei confronti di Ilsap S.r.l. per falsi e truffa ai danni dello stato.

Contemporaneamente,sista eseguendo il sequestro preventivodello stabilimento produttivodella societàILSAP S.R.L. di Lamezia Terme edei terreni contaminati,per un valorestimato complessivodicirca 150milioni di euro, nonché3.300.000 euro quale profitto del reato.

Con un’articolataindagine condotta congiuntamente dal NOE di Catanzaro, dalla Guardia Costiera di VV e dalla Guardia di Finanza di Lamezia Terme,è statoaccertato lo smaltimento illecito dei rifiuti speciali industriali,gliscarti della lavorazione del biodiesel, in uscita dall’impianto di trattamento dello stabilimentoIlsap S.r.l.,risultatocompletamente inattivo.

Le modalità delfatto, scaltre e fraudolente, prevedevanol’utilizzodiuna pompa sommersae di una pompa mobile, con le quali gliindagaticonvogliavano i rifiuti industriali provvisoriamente accantonati nelle vasche, tal quali, sul nudo terrenoche circondalo stabilimento, nella condotta fognaria consortile DECA e nei canaloni che confluiscono a mare, nel Golfo di Sant’Eufemia, in questo agevolati dalla mancanza di una mappatura certa delle condottefognarienel Comune di Lamezia Terme.

Intervenuti prontamente con sequestri preventivi dell’impianto di trattamento, dei terreni contaminati e del canalone per contravvenzioni ambientali, con l’ausilio di un consulente, Prof. Geologo Giovanni Balestri,è stato dimostratol’inquinamento delle acque, alla foce del Torrente Turrina, dove si misurava un saggio di tossicità del 90-100%, in  area sottoposta a vincolo paesaggistico, ma anchela contaminazione dei terreni antistanti allo stabilimento industriale intrisi dai reflui industriali, dove si registravano elevate soglie di concentrazione di idrocarburi pesanti, nonché di alluminio, ferro e manganese, infine il nuovo delitto di omessa bonifica.

La contaminazionedei terrenisarebbe iniziata nel 2012, mentre l’inquinamento sarebbe in corso almeno da quattro anni.

Viene eseguito inoltre anche il sequestro preventivo finalizzato alla confisca dei profitti conseguiti dagli indagati per sé e a vantaggio e nell’interesse della Società Ilsap S.r.l., costituiti dal risparmio di spesa che avrebbero dovuto sostenere per un corretto smaltimento dei rifiuti, quantificato per gli ultimi quattro anni in euro 3.300.000.

Durante le fasi dell’indagineveniva tratto inarresto,il 14 febbraio 2020,in flagranzadi reato, Giovanni DE NINNO,direttore tecnico pro temporedell’impiantoILSAPdi Lamezia Terme,per violazione dei sigilli delle aree poste in sequestro, per aver consentito ulteriori sversamenti di reflui liquidi industriali con conseguenti effetti negativi sull’ecosistema di zona.

L’indagine presenta particolare importanza perché ha consentito di individuare almeno una delle concause dell’inquinamentonelgolfodiSant’Eufemiae si inseriscenel piùampio progetto predisposto dalla Procura della Repubblica di Lamezia Terme, attraverso l’istituzione di un gruppo investigativo costituito da militaridel GruppodellaGuardia di Finanzadi LameziaTerme, dal Comando Carabinieri per la Tutela Ambientale diCatanzaro e dellaCapitaneria diPortodiViboValentia, attraverso il quale si intende fronteggiare l’attuale e pervasivo fenomeno dell’inquinamento ambientalenell’area della piana di Lamezia Terme.

 


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