
"Robin Hood": in manette anche il padre della sposa che atterrò con elicottero in piazza
Giovedì 02 Febbraio 2017 15:14 di Redazione WebOggi.it
Sono nove le persone fermate tra politici, imprenditori e amministratori pubblici della Regione Calabria, oltre due soggetti ritenuti contigui al clan dei Mancuso di Limbadi, dai carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Catanzaro e dai militari della Guardia di Finanza di Vibo Valentia. Nell’operazione eseguita stamane, denominata Robin Hood, sono stati sequestrati beni per un valore di circa 2 milioni di euro. Le accuse rivolte agli indagati vanno dall’abuso d’ufficio alla falsità ideologica, dalla turbata libertà degli incanti a corruzione, peculato, estorsione, violenza e minaccia a pubblico ufficiale aggravata dal metodo mafioso.In manette è finito Nazzareno Salerno, 52 anni, ex assessore regionale e consigliere regionale di Forza Italia, eletto con oltre 9 mila voti. Oltre a lui risultano indagati Pasqualino Ruberto, ex presidente di "Calabria Etica" e consigliere comunale di Lamezia Terme, Vincenzo Caserta, ex dirigente generale della Regione. Coinvolti, secondo gli inquirenti, anche Gianfranco Ferrante, imprenditore, Ortensio Marano, ex amministratore delegato della Cooperfin spa, Giuseppe Avolio Castelli, Bruno Della Motta e Vincenzo Spasari, che secondo quanto riportato dall'agenzia News&Com, è il padre della ragazza che per il suo matrimonio atterrò con l’elicottero nella piazza centrale di Nicotera. L’operazione è stata illustrata nel corso di una conferenza stampa dei magistrati della Dda di Catanzaro, coordinati dal Procuratore della Repubblica di Catanzaro Nicola Gratteri.
