Rinvenute droga e armi a Lamezia - controlli con ll cane antidroga

Giovedì 31 Ottobre 2019 18:32 di Redazione WebOggi.it

 

Effettuato nella mattinata di ieri, in contrada Caria di Conflenti,dalPersonale del Commissariato di Polizia di Lamezia Terme, un servizio mirato con l'aiuto del cane Max, utilizzato per effettuare una ricerca autonoma, cioèsenza l'utilizzo del guinzaglio, sotto il controllo visivo del conduttore.

Nel corso del servizio,  il cane antidroga ha dato segni di interessamento verso due bidoni in plastica celati all'interno di un grosso cespuglio di rovi nell'alveo di un torrente.

 

I bidoni, tratti allo scoperto, risultavano contenere, ben occultati, alcuni sacchi di plastica di colore nero con all’interno materiale erbaceo essiccato, del peso complessivo di 4,207 kg., che, posto sotto sequestro e sottoposto ad esame tecnico dalla Polizia Scientifica risultava essere sostanza stupefacente del tipo "marijuana".

 

 

 

Nella stessa mattinata , in c.da Acquadauzano di Lamezia Terme, all'interno di un casolare, completamente abbandonato con la porta aperta e diverse finestre mancanti, sono state rinvenute sul pavimento numerose foglie di cannabis indica, in stato di decomposizione, e diversi fili stesi e canne di bambù, idonee per l’essiccazione delle piante.

 

Il controllo è statoesteso ad una struttura in legno e blocchi posta accanto al casolare, probabilmente utilizzata in passato come ricovero per animali. All'interno, adagiato a terra in prossimità di una nicchia, veniva rinvenuto un ordigno artigianale confezionato all’interno di in una bottiglia in vetro,  dalla quale fuoriusciva una miccia di circa dieci centimetri. Accanto all’ordigno sono state rinvenute cinque  cartucce per pistola calibro 357 magnum.  

 

           

 

I rilievi effettuati dal Nucleo Regionale Artificieri della Questura di Catanzaro e dalla Polizia Scientifica, confermano il potenziale esplosivo dell’ordigno.

 

Il Sost. Procuratore della Repubblica di Lamezia Terme, dr.ssa Emanuela Costa, immediatamente informata dell’attività di Polizia svolta, disponeva che immediatamente i luoghi fossero messi in sicurezza, con la rimozione di tutto il materiale rinvenuto e la distruzione dell’ordigno che è stato prelevato, trasportato e custodito dagli artificieri della Polizia di Stato per la successiva distruzione.

 

 

 


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