
Riina alla moglie: 'Non mi pento, posso fare 3000 anni'
Mercoledì 19 Luglio 2017 15:50 di Redazione WebOggi.it
"Io non mi pento...a me non mi piegheranno" e "Io non voglio chiedere niente a nessuno ... mi posso fare anche 3000 anni no 30 anni". Così Totò Riina si è rivolto alla moglie Antonietta Bagarella in un colloquio video-registrato avvenuto lo scorso 27 febbraio. Le parole del dialogo, "nel contesto di uno scambio di frasi su istanze da proporre", scrivono i giudici, sono nell'ordinanza con cui la Sorveglianza ha rigettato l'istanza del boss di Cosa Nostra. Il tribunale di sorveglianza di Bologna ha rigettato la richiesta di differimento pena o, in subordine, di detenzione domiciliare presentata dai legali di Riina. I giudici hanno riunito due procedimenti, decidendoli insieme. Riina quindi resta detenuto al 41bis nel reparto riservato ai carcerati dell'ospedale di Parma. Alla richiesta dei legali, motivata da ragioni di salute del boss, si è opposto il pg di Bologna Ignazio De Francisci che per anni ha lavorato a Palermo.Salvatore Riina "non potrebbe ricevere cure e assistenza migliori in altro reparto ospedaliero ossia nel luogo in cui ha chiesto di fruire della detenzione domiciliare". Lo scrivono i giudici del tribunale di Sorveglianza di Bologna, concludendo il ragionamento sulle condizioni di salute del boss di Cosa Nostra, nell'ordinanza con cui rigettano le istanze di differimento della pena. Per i giudici è "palese", a Parma, "l'assoluta tutela del diritto alla salute sia fisica che psichica del detenuto".
Ansa
