Ricordo l’amico Francesco Fusca nel giorno del suo compleanno di Pierfranco Bruni

Lunedì 13 Febbraio 2017 13:45 di Redazione WebOggi.it

Ricordo l’amico Francesco Fusca nel giorno del suo compleanno di Pierfranco Bruni    

Francesco Fusca, lo ricordiamo nel giorno del suo compleanno (13 febbraio 1948 – 30 giugno 2016) a Spezzano Albanese, nel suo paese natale. Una comunità Italo – albanese. La sua poetica oltre i suoi racconti. Brevi ma che vivono in tutta la sua scrittura. Francesco Fusca ha usato una scrittura ad intreccio tra il reale e gli archetipi- Linguaggio e malinconia sono i tasti con i quali si può disegnare davanti allo schermo che quotidianamente abbiamo davanti. La musica del tempo ha il tocco del tamburo che oscilla con l'ondulare del vento. L'amore che vive in noi o che continua a farsi ascoltare non è solo una pretesa, una corda della chitarra, una nota di piano. Non è solo l'effimero istante o l'inesistente tempo eterno di un amore - passione. La letteratura, con Francesco, racconta l'amore. Se non raccontasse l'amore cosa ci starebbe a fare quel linguaggio metafora che estasia , che inebria, che brucia. L'amore è nella vita ma è la letteratura che lo rende immortale. Un libro tutto intrecciato tra poesia (letteratura) vita e amore (come se la vita non fosse già amore?) è quello appena pubblicato da Francesco Fusca dal titolo: Saggio sull'Amore, (Grafosud).      

Quest'amore che attraversa i giorni. Quest'amore cantato e ricordato. Quest'amore che è più degli stessi desideri della passione. Ma la passione è dentro l'amore. E' vero la passione ha sempre i giorni contati ma è l'amore che resta tra i corridoi dell'essere. Si ha bisogno comunque della passione perché in essa c'è la pazzia, la pazzia che libera, che non ci fa sentire conformisti. In amore non ci sono tradimenti. Il tradimento è una condizione del superamento non solo dell'amore ma anche della passione. Il tradimento è una condizione che si sovrappone ad altre storie che sono già finite. La tentazione è un'altra cosa. L'attrazione fatale è il rimescolio nel di dentro. E' possedere ma è anche essere posseduti. E non dura. E' comunque bellezza. Essere attratti e offrire attrazione sta nell'estetica di un rapporto.      

“… gli altri sono rughe/in mezzo al mare”. Le metafore sono un viaggio tra il tempo e l’amore e l’amore è nel tempo. Questo amore infinito, desiderato e che desidera, perduto e ritrovato prévertianamente è dentro gli echi e le voci della poesia di Francesco Fusca.        

Un’onda di vento che straripa tra silenzi e i singhiozzi, tra le pause e le attese, tra le passioni e un eros cristallino che caratterizza la parola e il sentire la parola come un sentiero incantato che si raccoglie nel quotidiano vivere. Un sottile vocio nei giochi che intrecciano emozioni e sensazione. E’ una storia d’amore o di amori che si raccolgono con i passi della memoria.      

La letteratura ha saputo sempre raccontare queste attrazioni. Fusca sottolinea questo itinerario scavando nel mito. Da Cupido in poi. E poi ancora Paolo e Francesca. Attrazione fatale. Eloise e Abelardo. Il trionfo della morte di D'Annunzio. L'eutanasia di un amore di Giorgio Saviane. Il disamore di Libero Bigiaretti. L'estasi o la sensualità di Stefano Zecchi. Mentre è disperante e riposante amore l'anonimo veneziano di Giuseppe Berto o il "si amarono l'un l'altro sospesi su un filo di neve" di Maxence Fermine, Ulisse e Penelope. La letteratura contempla la pazzia e il riposo.       

Alain De Botton in Esercizi d'amore (le Fenici): "Non amavo Chloe per il suo corpo, io amavo il suo corpo per la promessa di ciò che lei era. Era una promessa quanto mai stimolante". La perdita di un amore è sempre una sconfitta. E' il lutto. Il dolore è il sopravvento anche sulla disperazione che vive negli amori impossibili. La perdita è uno strazio e l'angoscia diventa individuale tragedia.         

Cosa è la scrittura in Fusca? I suoi racconti, i processi educativi, il suo interesse alle radici Arbereshe, la sua poetica… Il senso della perdita ci coinvolge come se si fosse dentro una dimensione dell'abbandono. Senso della perdita e senso dell'abbandono convivono. Questa convivenza restringe il campo di un discorso analitico e ci tuffa nelle braccia della mitologia proprio del dolore d'amore. Questo dolore bisognerebbe esorcizzarlo. L'alchimia del dolore è una malinconia struggente che assume sembianze simboliche e dialoga con il tempo attraverso i linguaggi misteriosi che vivono nel cuore degli amanti sconfitti. Sconfitti dall'amore stesso.      

Sul battito di una musica, in Francesco Fusca, si racconta la dolcezza e la debolezza, la fragilità e la forza degli amori immensi che si vivono nell’immensità di un dialogo tra il corpo e il cuore. “…ti cuce il bacio/la mia bocca ardente”. Un’allegoria nel percorrere delle immagini. Immagini nell’immaginario. Immaginario nel sogno sognato e vissuto.        

Già. L’amore vissuto è dentro la luce onirica che riflette nel verso. Ma è tutto un’emozione che le parole restituiscono alla vita. “…le onde dolci/e liete/del tuo mare…”. Mare. E poi la metafora della terra. “Nell’ampia geografia/delle tue terre”.        

Cosa ci resterà? O cosa ci salverà? “… e solo l’ironia/ci può salvare!”. Ironia che fa rima con allegria. Sì. Perché se l’amore non è allegria… O se l’amore non ci porta l’allegria o nell’allegria che amore è? E Francesco Fusca sa che amare, tra pelle e pelle, tra corpo e corpo, tra cuore e fisicità, è vivere. Senza alcuna ipocrisia ma anche senza alcun pudore.       

"Nel suo senso più profondo, il lutto è un incendio del cuore, un calore intenso che ci dà sollievo e conforto. (…) E' più facile che il dolore non dia tregua se non si riesce ad accettare la realtà della perdita". Così Bell Hooks in Tutto sull'amore (Feltrinelli). Questi amanti che hanno subito la perdita e la sconfitta si lasciano incapsulare dal misterioso dell'utopia.    

Gli amanti vivono di nostalgia. Von gli scritti di Fusca. Vengono sedotti dalla nostalgia. La seduzione è un fatto importante e non riguarda soltanto l'attrazione fatale che ha dentro di sé sempre una forte componente erotica. La pulsione dell'erotismo dipinge in letteratura una di quelle pagine colorate che (ci) allontana però da qualsiasi spensieratezza.      

Ha scritto Aldo Carotenuto: "La seduzione opera ovunque, ha molteplici sembianze e nomi, non possiamo ridurla al fenomeno dell'attrazione erotica tra due esseri, ma dobbiamo conferirle un significato molto ampio, che racchiude ogni ricerca mossa da Eros…" (Riti e miti della seduzione, Bompiani). La seduzione è in ogni avvicinamento - allontanamento - ritorno tra due sguardi, due cuori, due corpi, nel linguaggio.       La malinconia d'amore è anche un atto della seduzione. Cosa vuol dire cercare di "non amarti più"? Forse per continuare ad amarti ancora di più? Fusca: "Per non amrti più è come per amarti per sempre e io voglio tenerti nella parte più intima dell'anima". Ma questo aver amato e il non amare più non sono solo un gioco di linguaggi, un rimescolio di metafore, di echi, di una fraseologia che assume modelli canonici. Il tutto rientra nell'agitazione dei sentimenti. In un vivere confusamente. Se non ci fosse il tempo le mareggiate si trasformerebbero in naufragi, in nubifragi, in battute contro le coste.     

Marcel Proust ha raccontato la perdita ma anche la consapevolezza: "E dire che ho sciupato anni della mia vita, ho desiderato di morire, ho avuto il mio più grande amore, per una donna che non mi piaceva, che non era il mio tipo" (Un amore di Swann, Mondadori).      

L'amore è anche questo. Ci sono amori che lasciano nostalgia e ci sono amori che cadono a picco dai nostri ricordi e si dimenticano e passano. C'è il tempo. il tempo che si allunga, il tempo che si restringe, il tempo che ritorna. "Pazza idea di far l'amore con lui pensando di stare ancora insieme a te… Pazzia idea io che sorrido a lui sognando di stare a piangere con te… Se io chiudo gli occhi vedo te… Pazzia idea stare qui con lui ma poi vedere solo te immaginare… Vorrei vorrei te… mentre chiudo gli occhi sono tua…" (Patty Pravo in "Pazza idea"). L'amore è una pazza idea che si racconta nel libro di Fusca.      

E' anche questo conflitto l'amore. Che non è tradimento per chi lo compie. E' tradimento per chi lo subisce. Chi lo compie, come si diceva, vive già di per sé un'altra storia e quindi è entrato in un altro mondo che lo ha allontanamento da quello precedente. La letteratura racconta ma non sa trovare una giustificazione. Così nella vita. Deduciamo. Sottolineiamo. Almeno ci si prova. Amare Tradire (A. Carotenuto).      

Tutto si mitizza con un rituale che appartiene solo alla parola, la quale esiste perché è dettata dalle emozioni, dalle sensazioni e dalla follia. "Dolce amore dimmi,/dove, come e quando/cosa vuoi da me?… // Sono tua, per te sono nata:/Cosa vuoi da me?". Non è forse anche questa un'attrazione? Ma sono parole di Santa Teresa D'Avila. Linguaggio e malinconia. La letteratura è linguaggio e malinconia nel viaggio che il tempo compie e noi dentro il tempo in una continua ricerca di senso. Se non ci affidassimo al misterioso la confusione ci assalirebbe. Una confusione silenziosa ma anche attraente (c'è sempre in giro l'attrazione) come il dettato di quello che "qualcuno" ci spinge a scrivere.      

La letteratura è una finzione. Proprio per queste si serve dei linguaggi. I linguaggi sono le maschere più vere e più inverosimili. Perché si compie sempre un viaggio. Il viaggio "è (come l'amore) il tentativo di portare il sogno nella realtà" (nel libro di Alain De Botton). La letteratura è il segreto che custodisce il mistero. Ci permette di coinvolgere gli stati d'animo più vissuti, più giocosi, più disperati. E non sappiamo mai dove sono le maschere, dove possono nascondersi i cuori trafitti, dove due corpi in passione si prendono: sulla sabbia, su un letto, su un campo di grano, in ascensore… L'immaginazione è una luna inafferrabile nonostante le ombre che precipitano sulle onde (se onde possono essere).     L'immaginazione in letteratura, in Fusca, è un gioco ad incastro che ci fa vivere una vita altra, oltre ogni realtà, e quando si vive la realtà anche questa viene ad essere trasfigurata, perché le sensazioni sono tali che non permettono mai di afferrare ciò che arbitrariamente definiamo reale. Ecco perché la letteratura è un tempo così dilatato che costruisce dentro di noi castelli, regine, maghi, magie, favole. Restano  le favole le infanzie i racconti.


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