
Il ricordo dell'avvocato Felice Foresta del Maestro Saverio Rotundo
Lunedì 27 Maggio 2019 13:30 di Redazione WebOggi.it
Post scritto su Facebook dall'avvocato Felice Foresta in ricordo del maestro Saverio Rotundo, 'u Ciaciu'. "Capita sempre così. È solo nel momento del congedo che avvertiamo la grandezza di chi va via. Lo è stato per molti altri, lo è oggi anche per Saverio Rotundo. Metà fabbro, metà artista, ma sempre in camice blu, il Ciacio ha sancito la vittoria di una contemporaneità illuminata e intelligente. Lo ha fatto a modo suo, mai affrancandosi da un legame ancestrale alla sua, alla nostra, città. Una Catanzaro, se non bigotta, spesso disattenta però nel tributargli in vita i riconoscimenti e gli onori meritati. Il suo laboratorio in via Poerio, per tutti noi ragazzi della ruga, è stato l’ultimo rifugio prima della resa di fronte a rotture irreparabili. Lui nicchiava, pareva burbero ma alla fine, poiché ci conosceva tutti come i suoi pollici, cacciava il coniglio dal cilindro e risolveva tutto. Era un uomo di quartiere, come il professore Totò Gesualdo e Virgilio il carbonaio, con i quali ha condiviso la genialità che scivola nel travaglio del quotidiano. Era un uomo di città di cui ha amato ogni avversità ed ogni umore, gli anfratti ed il dialetto. Era un uomo di Stato perché ha saputo traghettare nello stagno e nel rame i difetti di un’Italia cortigiana ed immatura. Era un uomo di talento, perché ha rapito i nostri pensieri e i nostri sorrisi per affidarli ad un sentiero che porta dove l’arte incontra l’uomo e lo converte. Era un maestro che ha preferito farsi chiamare mastro. Perché quando si è grandi una E in più non fa la differenza. La E in meno, invece, è la differenza. E allora buon lavoro, anche lassù, Mastro Saverio".
