
Regione Calabria ostacola proroga concessioni balneari, battuta d'arresto per comparto turistico
Giovedì 24 Ottobre 2019 11:00 di Redazione WebOggi.it
La Regione Calabria fanalino di coda in Europa, con gli ultimi due presidenti arrestati e senza assessore al turismo, da un decennio anziché favorire il turismo spende 100.000 € per intervistare il Governatore Oliverio. Mentre nelle altre regioni d’Italia, i lidi hanno la proroga, la Regione Calabria ha inviato ieri una circolare a tutti i suoi Comuni costieri, evidenziando che l’estensione di 15 anni delle concessioni balneari corre il rischio di essere disapplicata.
La circolare suona come una sorta di diffida a procedere: nonostante non vieti né impedisca alle amministrazioni comunali di rilasciare i titoli fino al 31 dicembre 2033 secondo quanto disposto dall’ultima legge nazionale di bilancio (legge 145/2018), la Regione infatti paventail rischio di responsabilità penali ed erariali per i funzionari che dovessero applicare la norma, in caso essa venga disapplicata.
Il documento, protocollato dal dipartimento regionale all’urbanistica e firmato dai dirigenti al demanio marittimo Alessandro Romeo e agli affari istituzionali Domenicantonio Schiava, oltre alle amministrazioni comunali è stato inviato per conoscenza anche alle associazioni di categoria degli imprenditori balneari, alle capitanerie di porto locali, all’Agenzia del demanio, all’Agenzia delle entrate e al Ministero delle infrastrutture e trasporti.
La circolare esordisce ricordando che, seppure lo scorso febbraio la Regione Calabria abbia comunicato ai Comuni le disposizioni per estendere i titoli concessori «le innovazioni introdotte dalla legge 145/2018 hanno sollevato alcuni dubbi e perplessità di applicazione, per la risoluzione dei quali, in sede di Conferenza delle Regioni, si è interloquito con il Ministero delle infrastrutture e trasporti sin dal mese di gennaio 2019».
Ciò si riferisce in particolare all’estensione di 15 anni delle concessioni balneari marittime a uso turistico-ricreativo. Oltre a definirla genericamente una «proroga», la circolare afferma che «tale disposizione ha posto sin da subito perplessità in ordine alla sua automaticità di applicazione, in quanto confliggente con la normativa comunitaria in materia di concorrenza e libertà di stabilimento, di cui alla direttiva 2006/123/CE (cosiddetta “Bolkestein”) e all’articolo 49 del TFUE».
E' ironico che malgrado in Calabria sia estate quasi tutto l’anno, anziche’ impegnarsi per creare sviluppo, la nostra classe dirigente si impegni ad affossare le imprese in un delirio di onnipotenza, profumatamente pagato con soldi pubblici. Le deliranti letterine della Regione, inoltre, sono oggetto di derisione in tutta Italia, soprattutto nel comparto turistico dove la nostra terra dovrebbe dettare il passo per le risorse a disposizione e invece è ancora vittima di sè stessa.
Conclude dunque la circolare, come citato da mondobalneare. com: «Atteso che a tutt’oggi nessuna indicazione è pervenuta dal Mit in merito all’applicabilità della proroga delle concessioni demaniali marittime stabilite dalla legge 145/2018; che numerosi Comuni costieri hanno rappresentato l’esigenza di avere chiare indicazioni sulle procedure da seguire, a seguito di specifiche richieste di proroga da parte dei titolari di concessione; e allo scopo di non incorrere, da parte degli enti gestori del demanio marittimo, in responsabilità di tipo penale ed erariale, si fa presente che la disposizione di cui ai commi 682 – 683 – 684 dell’articolo 1 della legge 145/2018, relativa all’estensione di validità di 15 anni delle concessioni demaniali marittime, allo stato possa essere disapplicata, limitatamente alla proroga automatica, in quanto in violazione dell’art. 12 della direttiva 2006/123/CE nonché degli artt. 49, 56 e 106 del TFUE».
Stallo dunque. Potrebbe, sarebbe, forse, atteso. Attendiamo dunque, ancora.
