Reggio Calabria. Favorirono la latitanza di Domenico Romeo: 5 arresti

Sabato 20 Marzo 2021 07:37 di Redazione WebOggi.it

Alle prime ore di sabato iCarabinieri della Compagnia di Palmi, supportati nelle fasi esecutive da personaledello Squadrone Eliportato Cacciatori “Calabria”, hanno dato esecuzione all’ordinanza di applicativa di 5 misure cautelari, 2 in carcere e 3 ai domiciliari,emesse dal Tribunale di Reggio Calabria-Sezione G.I.P.-G.U.P. a seguito della richiesta avanzata dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria nei confrontidiVERSACI Biagio cl ’74,dalla di lui moglie CAMMAROTO Maria Francesca cl ‘81,dai fratelli ALVARO Antonio cl ’99 e Francesco cl ’98e dalla cugina ALVARO Domenica cl88,ritenuti ifavoreggiatori del latitanteROMEO Domenico cl ‘80,catturato il 2 febbraio 2020 dai Carabinieri della Compagnia di Palmi poichè ricercato dal luglio2019a seguito dell’emissione di ordinanza di custodia cautelare in carcere da parte della DDA di Genova per traffico internazionale di stupefacenti aggravato dalle finalità mafiose nell’ambito dell’indagine “Buon vento genovese” della Guardia di Finanza del capoluogo ligure.

L’indagine, coordinata dal Procuratoredella Repubblica di Reggio CalabriaDott. Giovanni Bombardieri, dall’Aggiunto Gaetano Paci e dal P.M. Dott.ssa Giulia Pantano, haconsentito di scoperchiarel’articolato ed organizzatosistema messo a punto dagli arrestati al fine di favorire la latitanza del ROMEO garantendogli plurimi incontri con i suoi familiari, in particolare la moglie LIROSI Angela e il figlioletto di soli 17 mesi,oltreche con isuoigenitori, che venivano trasportati attraverso movimenti e trasbordi da un’autovettura all’altra e condotti sino al covo del fuggiasco; in tal modo consentendo a quest’ultimo di aver contatti e rapporti con i suoi prossimi congiunti senza esporsi e senza ostentare la propria persona, messa così al riparo dalle ricerche inatto. Ma non solo. L’ausilio al latitante è stato garantito anche attraverso la messa a sua disposizione di un immobile nella esclusiva disponibilità degli Alvaro e di proprietà di ALVARO Domenica  nonché attraverso le garanzie di telefoni cellulari dedicati al contatto del ROMEO con i suoi familiari.

Il meccanismo escogitato, semplice e sofisticato nel contempo, prevedeva numerosi cambi di vettura, effettuati in punti strategici e poco controllabili dalle forze dell’ordine, per mezzo dei quali i parenti venivano trasportati sino al covo del latitante,senza il ricorso ad alcuna comunicazione telefonica.

Nel corso delle indagini è statofotografato passopassoil sistema di favoreggiamento della latitanza delROMEOalimentato e gestito con continua e meticolosa organizzazione dai coniugiVERSACI – CAMMAROTOe dai fratelliALVAROAntonino e Francesco, figli diVincenzo cl ’72 condannato nel procedimento Santanonché fratello di Antonio,coindagatodelROMEOnel procedimento penale “Buon vento genovese”.

In particolare ai fratelli ALVARO Antonino e Francesco, destinatari della misura della custodia cautelare in carcere in ragione della maggiore gravità delle condotte,nonostante fossero considerati daicoindagaticome “ragazzini”, il Romeo sieramaterialmente affidatoin ragione della lorofedeltà alla cosca Alvaro, dimostrata in più circostanze durante l’attività d’indagine.

ALVARO Domenica, che non ha esitato a mettere a disposizione della “famiglia” un immobile in favore del pericoloso latitante, è stata invece destinataria della misura cautelare degli arresti domiciliari.

Medesima misura cautelare è stata applicata anche nei confronti deiconiugiVERSACI – CAMMAROTO,che hanno reiteratamente, con dedizione assoluta e massima disponibilità, garantito non solo tutti gli spostamenti dei familiari delROMEOnel suo covo, ma anche custodito un prezioso cellulare attraverso il quale i familiari, e probabilmente non solo, intrattenevano colloqui riservati e segreti col fuggiasco.

La cosca Alvaro si conferma così non solo estremamente pericolosa, come testimoniato dai molteplici processi, tra cuida ultimo Iris edEyphemosnei quali sono state emessediversedecine di ordinanzecustodialiche hanno decapitato la struttura di ‘ndrangheta, ma anche assaiesperta nella gestione dei latitanti. Moltissimi sono stati infatti gli ALVARO o contigui ad essi di cui è stata garantita la latitanza nel tempo a comprova della vasta e fitta rete di fiancheggiatori su cui costoro possono contare e nella quale rientrano gli odierni indagati.

Altermine delle formalità di rito, ifratelli ALVARO Antonio cl ’99 e Francesco cl ’98 sonostatitradotti incarcerementreALVARO Domenica cl ’88, VERSACI Biagio cl ’74 e CAMMAROTO Maria Francesca cl ’81 sono stati collocati presso le proprie abitazioni in regime di arresti domiciliari.


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