
Reggio Calabria. Fatture inesistenti, 5 imprese sequestrate per riciclaggio e violazione di norme sulle accise
Giovedì 13 Maggio 2021 10:38 di Redazione WebOggi.it
Questa mattina, alle prime luci dell’alba, aReggio Calabriaed in provincia di Messina, i Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria, a conclusione di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, diretta dalProcuratoreGiovanni Bombardieri,a conclusionedell’operazionedenominata“Metameria”,hanno dato esecuzione adunDecreto di Sequestro preventivo, emessodal Tribunale del capoluogo – sezione GIP– nei confronti delle seguenti impresecon relativo patrimonio aziendale ammontante nel complesso a circa15 milioni di euro:
L’ulteriore porzione dell’attività di indagine ha permesso di denunciarein stato di libertà15 personeritenute responsabilia vario titolodiriciclaggio ed autoriciclaggio,violazione norme sulle accise e fatturazione per operazioni inesistenti.
Ilprovvedimentoè l’esitodiunacomplessa attività investigativa,avviatadal2017daiCarabinieri del Reparto Operativo del Comando Provinciale diReggioCalabria,direttadai Sostituti Procuratori DDA Stefano Musolino,Walter Ignazittoe Domenico Cappelleri, che hagià portato il 16 febbraio 2021 all’emissione di 28 provvedimenti cautelari nell’ambito dell’operazione c.d.“Metameria”a completamento della ricostruzione dei rapporti della cosca Condello di Archi con imprenditoricollusi in quantototalmente asserviti alla ‘ndrangheta.L’odiernafilone dell’attività di indagine ha preso le mosse dalle dichiarazioni del collaboratoredi giustiziaRoberto Lucibello, ex socio dell’imprenditore FrancescoGiustra(tratto in arresto il 16.2.2021 edindagato per concorso esterno in associazione mafiosa),chehasvelato le trame imprenditoriali della cosca guidata da Demetrio e Giandomenico Condello e acceso i riflettori sull’affare legato all’acquisto del parco veicoli della Leonia Spa.
Il contributo dichiarativo analizzatoha postoin luce la figura di Francesco IANNO’, imprenditore nel settore della distribuzione dei carburanti che opera da tempo a Reggio Calabria con due impianti aventi sede, rispettivamente, nelle località di Arghillà ed Arangea. IANNÒ vieneindividuato quale imprenditore che sièprestatoa compiereattività di reimpiego di capitali attraverso l’emissione da parte di soggetti compiacenti, di documenti fiscali attestanti operazioni commerciali inesistenti riferibili ad una frode in commercio nel settore della vendita dicarburanti. Nello specificoFrancesco IANNO’può disporre di un ingente quantitativo di carburante c.d. “in nero” che sottrae alla compagnia petrolifera, grazie alla complicità di diversi soggetti costituenti parte integrante della filiera di controllo, gestione e trasporto del carburante, che viene reimmesso nella rete di distribuzione da lui controllata con i due impianti di Reggio Calabria.
La necessità di rendere fiscalmente apprezzabile una parte dei profitti illeciti così accumulati, al fine di giustificare maggiori spese, induceva IANNO’ a sovrafatturare le forniture rese a favore di alcune imprese-clienti, restituendo loro, in contanti la differenza tra il presso reale e quello artificiosamente rappresentato nel documento fiscale. Le imprese-clienti, consapevoli della necessità dello IANNO’ di auto-riciclare i profitti delle condotte fraudolente ai danni della Compagnia petrolifera e dell’Erario, si prestavano ad agevolare quell’attività di riciclaggio, utilizzando, ai fini fiscali, le fatture per operazioni parzialmente inesistenti, così conseguite.
Va segnalato, come le imprese:?“Eco. F.a.l. s.n.c. di La Valle Egidio e Francesco”e?“Logam s.r.l. – Logistica per l’ambiente”, all’epoca dei fatti accertati, fossero sottoposte a controllo giudiziario, ex art.34 bis co. 6 D.L.vo n. 159/2011, sicchè le condotte fraudolente poste in essere, finivano per occultare, anche agli amministratori giudiziari, nominati dal Tribunale MP, i flussi finanziari generati dal sistema delittuoso accertato.
Le condotte in questione sono state accertate, per importi inferiori, anche in relazione ad altre imprese, per le quali il GIP non ha disposto il sequestro, avuto riguardo ai più ridotti profitti così conseguiti.
