
Precari a vita, la chimera del posto fisso e il reddito da soglia di povertà
Domenica 17 Novembre 2019 17:00 di Redazione WebOggi.it
L'argomento di queste ore è quello dei tirocinanti a vita, un classico degli argomenti espresso con il solito “ pianto greco “ come è giusto che sia, per esporre il problema dei lavoratori perennemente in stato precario.
Loro sono certamente le vittime della situazione. Ma se approfondiamo l’analisi, il problema è molto più profondo ed articolato, il problema è la classe dirigente assolutamente mediocre del mezzogiorno d’Italia ed in particolare in Calabria.
Analizziamo i fatti:
- Lo stato crea dei tirocinanti da utilizzare per vari servizi della pubblica amministrazione
- Lo stato non interrompe i rapporti con i tirocinanti alla scadenza del periodo stabilito, ma li proroga e continua a far lavorare la gente, sottopagandola . Se fosse un privato a farlo, rischierebbe il carcere.
- I tirocinanti vengono prorogati per continuare a lavorare, creando così l’illusione negli stessi che prima o poi ci sia la stabilizzazione con il raggiungimento dell’agognato"posto fisso" .
- Di proroga in proroga, si altera l’economia della città e della regione, perché viene sottratta forza lavoro e persone che hanno il massimo dell’energia da dare al mercato del lavoro reale .
- Si crea così la chimera per il posto fisso da raggiungere e le disillusioni per lo stipendio che si percepisce creando una generazione di redditi da soglia di povertà, redditi che impediscono di costruire progetti di lavoro e famiglia
- la pubblica amministrazione ha cosi dei lavoratori che potrebbero avere rancore, rabbia e depressione per il compenso percepito. Creando di conseguenza pessimi servizi per l’utenza, e probabilmente una scarsa voglia di lavorare dovuta alla situazione.
- Conseguenze: lavoratori frustrati che non hanno vinto alcun concorso pubblico ma che lo stato e la società decide di premiare per il sacrificio e la costanza di aver fatto i tirocinanti molti anni.
Ed ecco che abbiamo la burocrazia che ci meritiamo per il nostro silenzio: dipendenti pubblici e una classe dirigente demotivata e in qualche caso incompetente.
Proviamo a fare concorsi seri che garantiscano la qualità del personale per offrire il massimo della qualità all’utente e creare sviluppo economico. anche per post part time probabilmente molti tirocinanti saranno tanto bravi da vincere il concorso, lavoreranno seriamente e ben motivati, con la giusta dignità e non avremmo queste perenni situazioni da pianto greco. Quando ci sarà un parlamentare un consigliere regionale, un consigliere comunale, che avrà il coraggio di parlare per il bene di tutti, avrà la stima di molti.
Certo non avrà i voti dei tirocinanti ma se continuiamo così più che andare avanti torneremo indietro e gli ultimi trenta anni sono la prova.
