Plasma autoimmune per la cura del Covid19 - Nisticò (Ema): "Potenziare le sperimentazioni"

Mercoledì 06 Maggio 2020 20:36 di Redazione WebOggi.it

Era già prevedibile per gli addetti ai lavori l’effetto terapeutico del plasma di pazienti guariti dal coronavirus, in quanto questo è ricco di anticorpi che neutralizzano il virus. Quindi ho appreso con grande interesse i risultati del professor Cesare Perotti, direttore del servizio di Immunoematologia del San Matteo di Pavia, in collaborazione con una rete di ospedali (Mantova, Lodi, Padova e Novara), pubblicati sulla prestigiosa rivista “Nature” in cui è stato sottolineato che la plasmaterapia rappresenta il trattamento di prima scelta in pazienti affetti da Covid 19. Si tratta di uno studio preliminare su 52 pazienti  che si trovavano in gravi condizioni di insufficienza respiratoria e la maggior parte di questi sono stati salvati da morte sicura”.

Così Giuseppe Nisticò, farmacologo di fama internazionale, già membro del comitato scientifico dell’Ema, l’agenzia europea del farmaco e rappresentante del parlamento europeo in seno al consiglio di amministrazione della stessa agenzia.

"Ora bisognerebbe convincere il maggior numero possibile di pazienti guariti a donare il proprio sangue con le modalità indicate dal San Matteo. Pertanto faccio appello al Governo per stanziare immediatamente le risorse necessarie da un lato per incentivare i pazienti che volontariamente donano il sangue dopo la guarigione, dall’altro per la creazione di una o più banche di plasma iperimmune, per dotare le singole regioni di scorte sufficienti per trattare i malati più gravi. In tal modo si riuscirebbe a ridurre significativamente o addirittura a cancellare i decessi e la sindrome da coronavirus non farebbe più tanta paura. In considerazione dei risultati eccellenti ottenuti in questi primi clinical trials l’Aifa e l’Ema dovrebbero incoraggiare e coordinare, anche insieme con la Fda statunitense, uno studio molto più ampio, randomizzato, controllato, multicentrico, su migliaia di pazienti in modo da confermare al più presto possibile l’efficacia e la tollerabilità del trattamento con plasma di pazienti guariti”.


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