
“Pasca ‘n Calabria”: lo spettacolo della Casa Circondariale di Castrovillari, a cura dell’IPSEOA
Sabato 31 Marzo 2018 10:03 di Redazione WebOggi.it
“Pasca ‘n Calabria”: lo spettacolo della Casa Circondariale di Castrovillari, a cura dell’IPSEOA di Castrovillari
Nei giorni scorsi si è svolta, presso la Casa Circondariale di Castrovillari, una manifestazione a cura del’IPSEOA “K. Wojtyla” di Castrovillari, dall’insolito titolo “Pasca ‘n Calabria”, il cui argomento non era esclusivamente la Pasqua e non era esclusivamente la Calabria. Come è ormai nostra consuetudine, le festività consacrate diventano l’occasione per riflettere insieme su argomenti importanti e per questa Pasqua abbiamo scelto il tema dell’identità e il senso di appartenenza. Abitiamo tutti lo stesso pianeta ma, all’interno, ognuno di noi ha delle radici e sente di appartenere ad un luogo anziché ad un altro. Ad accogliere gli ospiti una scenografia interamente disegnata da un nostro alunno: un paesaggio montano con abeti e corsi d’acqua, incorniciato da veri rami di ulivo, pianta mediterranea, simbolo di vita e di pace. Lo spettacolo è stato basato sul concetto di identità, proprio della realtà mediterraneo dove convivono realtà diverse. In un contesto come quello carcerario, dove diverse identità si incontrano e convivono, abbiamo proposto, in un crescendo che voleva essere anche spettacolo, canzoni, poesie dall’italiano al rumeno all’arabo ma anche vernacolari, spaziando dal calabrese al napoletano, oltre al momento teatrale, calabrese doc, dove il tempo ogni tanto sembrava fermarsi per dare spazio ad altre espressioni artistiche. L’intento è stato ancora una volta creare e condividere piccoli eventi culturali in cui e con cui confrontarsi e attraverso i quali esprimersi. Lo spettacolo si è aperto con le splendide voci di Caterina Rubino e Alessia Groccia sulle note di Stardust, un invito ad addentrarsi nel percorso che da lì in poi avremmo compiuto. Tra le poesie proposte, “Un tempo gli alberi avevano occhi” della poetessa rumena Ana Blandiana, letta dai nostri alunni in rumeno e in italiano e associata a un video in time lapse sulla bellezza maestosa e secolare del nostro pino loricato, fino ad arrivare al silenzio di Alda Merini, un silenzio pregno di significato che presuppone l’ascolto anche del non detto, a cui ha fatto seguito la canzone, composta e cantata da Caterina, “Silenzio per favore”, la quale pone una domanda: “Ma se un cuore si spezza, in cerca di una carezza, tu sai dirmi che rumore fa?” Domanda che ribadisce il significato profondo di un silenzio che indaghi le sensazioni più nascoste e più vere; la sezione poetica si è conclusa con Madre Teresa di Calcutta che ci esorta ad andare avanti “… anche quando tutti si aspettano che lasci perdere”, una poesia stampata su pergamena e consegnata ad ogni detenuto presente come dono pasquale.
Nel finale della manifestazione, un divertente sketch teatrale scritto dai nostri studenti in calabrese, “Pascuni ara Sila”, che mette in risalto gli aspetti campanilistici dei vari paesi rappresentati attraverso i personaggi, inframezzato da poesie in vernacolo, canti calabresi e napoletani e un accenno di tarantella.
