
Papà Francesco a "Le Iene": "Mio figlio e le sue gambe, ogni due anni il gioco dell'Oca per averle"
Mercoledì 05 Settembre 2018 07:55 di Redazione WebOggi.it
“Mio figlio ha 41 anni, è affetto da sindrome di Rubinstein-Taybi, una rara malattia che comporta ritardo mentale e deformità agli arti inferiori”. Francesco Squillace, papà di Massimo, ha scritto alla trassmissione Mediaset "Le Iene", perché da oltre 30 anni è costretto a passare mesi interi a destreggiarsi tra Asl, medico curante e fisiatra, oltre ai classici numeri per fare la fila e agli orari striminziti degli uffici prenotazioni. Una trafila che è costretto a ripercorrere ogni due anni. Una vita passata a combattere contro la burocrazia in un percorso ad ostacoli che, se non fosse per l’importanza del traguardo finale (permettere a suo figlio di camminare), ricorderebbe veramente il “Gioco dell’Oca” che facevamo da bambini.
La vicenda viene raccontata nei particolari dalla famosa trasmissione targata Mediaset e racconta le disavventure burocratiche di Francesco, papà catanzarese, e del figlio Massimo, che per avere le sue gambe ogni due anni ricomincia il suo personale calvario e quello della sua famiglia.
Di seguito l'articolo integrale pubblicato da "Le Iene" (CLICCA)
