"NO AL PIANO DI RIENTRO SANITARIO, SI AD UN GIUSTO FINANZIAMENTO DELLA SANITA’ CALABRESE"

Venerdì 17 Luglio 2020 12:02 di Redazione WebOggi.it

"La nota dell’Associazione MEDIASS medici di famiglia a Catanzaro sulla grave difficoltà a fare la polisonnografia nel territorio della ASP di Catanzaro aveva e ha l’obiettivo di porre al centro dell’attenzione dei medici, degli amministratori, dei politici, dei parlamentari calabresi e dell’opinione pubblica tutta il vero problema che attanaglia e affossa la sanità calabrese e cioè il grave e ultra decennale suo sottofinanziamento e il piano di rientro sanitario con il suo commissario. La segnalazione della grave della difficoltà da parte dei nostri assistiti di potersi sottoporre a polisonnografia è solo l’ultima di una lunga serie di gravi ingiustizie cui sono sottoposti i malati calabresi. Ringraziamo i colleghi della SIP Società Italiana di Pneumologia che hanno raccolto il nostro appello e ai quali, senza nessuna intenzione di contrapposizione, chiediamo aiuto per una  difesa congiunta dei malati calabresi, e non solo per risolvere il problema della polisonnografia. Purtroppo anche oggi abbiamo avuto conferma, chiamando il CUP per prenotare nostri assistiti (purtroppo qualche volta dobbiamo fare anche questo) che le agende per le prenotazioni della polisonnografia sono chiuse, cioè non è possibile prenotare, sia nelle strutture ospedaliere che sul territorio. L’unica disponibilità di agenda aperta più vicina, ma non abbiamo chiesto per quando, era Tropea. Il CUP ci ha informati che l’agenda del Policlinico Mater Domini è chiusa da quando è andato in pensione il medico che praticava la polisonnografia e che l’agenda dell’unico medico che la pratica sul territorio a Chiaravalle è anch’essa chiusa perché c’è una lista di attesa di ben 172 prenotati. Alla luce di questi dati, e senza ripetere l’importanza di fare una precoce diagnosi di apnea notturna con la polisonnografia per come spiegato bella precedente nota, come associazione MEDIASS ci siamo chiesti e chiediamo: è mai possibile che non si è trovato il tempo di fornire gli ospedali di Catanzaro e di Lamezia Terme e le strutture territoriali ASP di polisonnigrafi che costano solo pochissime migliaia di euro e in grado di poter essere utilizzati anche in questa situazione di pandemia covid?. Ci siamo chiesti e chiediamo al commissario Cotticelli come mai non ha trovato il tempo di interessarsi anche dei polisonnografi, ma lo ha trovato per emanare il decreto n. 63 del 6 marzo 2020 CHE obbliga  i malati calabresi a ridurre del 14% il consumo dei farmaci pur sapendo che quel 14% dei farmaci che i calabresi usano in più del resto d’Italia è solo dovuto al fatto che in Calabria ci sono almeno 274.000 malati cronici (guarda caso proprio il 14,5%) in più che non in altri due milioni di altri italiani e non perché lo dicono i medici MEDIASS ma il commissario Scura, predecessore di Cotticelli con il suo decreto n. 103 del 15/09/2015?. Come associazione MEDIASS ci siamo chiesti e chiediamo a tutti i medici, agli amministratori e parlamentari calabresi come mai in Calabria chi, in ambito sanitario, va in pensione non può essere sostituito, come mai i posti letto diminuiscono, come mai si chiudono ospedali e dei nuovi neanche se parla più, e come mai dopo 10 anni di piano di rientro i LEA sono in grave sofferenza, il presunto deficit della sanità calabrese invece di diminuire è raddoppiato ed è pure raddoppiata la spesa sanitaria dei calabresi che vanno a curarsi fuori regione?. La nostra risposta è che tutti insieme medici, malati, amministratori e politici calabresi dobbiamo batterci contro questo piano di rientro e per un finanziamento alle sanità regionali basato sulla numerosità delle malattie (in Calabria dove ci sono molti più malati cronici è la regione dove arrivano in assoluto meno fondi). Ed ecco perché la polisonnografia è l’ultimo anello di una lunga catena di privazioni che ci impone di batterci tutti, insieme ai nostri malati maltrattati".

Associazione MEDIASS medici di famiglia  a Catanzaro


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