Nel porto polifunzionale il futuro di Vibo Marina

Domenica 27 Maggio 2018 18:24 di Redazione WebOggi.it

Sta per salpare dal porto di Vibo Marina diretta in Algeria la nave mercantile “DA YU XIA” di circa 21000 tonnellate di stazza, battente bandiera di Hong Kong.  Lunga circa 170 metri, attraccata alla banchina commerciale “Bengasi” dello scalo vibonese,  ha effettuato l’imbarco di importanti macchinari  costruiti dallo stabilimento metalmeccanico “GE Oil & Gas - Nuovo Pignone” di Porto Salvo che, per come noto,  da anni invia in tutto il mondo grandi impianti di raffreddamento e di compressione. Si tratta di una consistente  commessa che ha comportato operazioni d’imbarco durate  circa una settimana; apparecchiature “made in Calabria” che saranno sbarcate nel porto di Arzew   per poi proseguire verso i nuovi impianti di  gas naturale posti dell’entroterra della provincia di Orano. Anche in questa occasione, lo scalo di Vibo Marina dimostra le tante potenzialità legate alla buona progettazione borbonica, la posizione strategica per gli scambi con i vicini paesi del Mediterraneo, la  naturale polifunzionalità, la lunga storia  dei servizi portuali e dell’indotto; mette ancora in evidenza  le realtà del retroporto con le aziende del Polo metalmeccanico  vibonese che riescono ancora a realizzare - non senza difficoltà e talora senza dovuti  supporti - lavori competitivi nel difficile in un mercato internazionale e trovano indispensabile l’infrastruttura portuale; il valore  di una tradizione locale di ingegneri e tecnici della carpenteria metallica, ma anche di scuole impegnate  nella formazione che ci si augura possano perseverare in questi settori magari aprendo sezioni staccate in Vibo Marina. Uno scalo nazionale,   utile per l’export di prodotti calabresi, ma anche  nel principale attuale ruolo di “porto energetico” per l’arrivo e distribuzione dei carburanti in Calabria, che dovrebbe essere tenuto in maggiore continua considerazione dalla politica e dalle amministrazioni competenti (Autorità portuale, Ministero infrastrutture- trasporti, Regione, Enti locali); più adeguatamente inserito  nei piani della portualità  e della logistica, nelle linee di collegamento marittimo nel Mediterraneo e per le Eolie, ma anche nel mantenere e migliorare la sua funzionalità, da cui dipende buona parte delle possibilità di  sviluppo dell’intera  provincia . Tra l’altro, da tempo si sollecita  il dragaggio dell’imboccatura del porto, da circa trent’anni non effettuato.  Ciò anche al fine di riprendere  l’accesso al porto di navi con maggior pescaggio, tra cui ai grandi  carghi  necessari per l’imbarco dei macchinari costruiti dalle industrie meccaniche,  evitando certamente l’incomprensibile imbarco presso altri porti più lontani. Dragaggio anche utile per riattivare, come un tempo, l’arrivo delle  petroliere a pieno carico; non a carico ridotto come avviene attualmente e che comporta    maggior spese per le società e minor introiti di quote accise alla Calabria  per carburanti giunti da altri porti fuori regione.


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