‘Ndrangheta: dopo 25 anni risolto l’omicidio di Carmine Carratù

Martedì 03 Ottobre 2017 18:44 di Redazione WebOggi.it

I carabinieri di Milano hanno risolto quello che, a tutti gli effetti, è un cold case.Ci sono voluti, infatti, 25 anni per individuare i presunti mandanti ed esecutori dell’omicidio di Carmine Carratù, ucciso in via Ippocrate a Milano il 17 febbraio del 1992 con 13 colpi di pistola esplosi da due armi diverse, in pieno stile mafioso.Una soluzione che è arrivata solo grazie all’approfondimento nato da una costola dell’indagine “Rinnovamento” del 2014, quando furono arrestate una sessantina di persone con le accuse di associazione a delinquere di stampo mafioso. Un’indagine che rivelò la potenza della ‘ndrangheta e il controllo sul territorio di Milano.A finite in manette è stato Domenico Branca di Melito di Porto Salvo, 59 anni, boss di piazza Prealpi, già in carcere con due ergastoli. All’epoca l’assassino, identificato oggi dai carabinieri del Comando provinciale di Milano, era a capo del sodalizio ‘ndranghetista Libri – De Stefano – Tegano.All’origine della vicenda c’erano le lamentele del giovane, appassionato di automobili, con i fratelli Campo, titolari di una concessionaria di via Varesina 66, per delle irregolarità in merito a una Golf acquistata da loro nel 1987 e successivamente rivenduta a terzi dopo che era stata incidentata ma a sua insaputa senza il passaggio di proprietà. Motivo per cui, tutte le multe, arrivavano da pagare a Carratù. Al tempo, spiegano i carabinieri, i fratelli Campo, successivamente arrestati, erano ‘padroni’ della Comasina, e chiesero il ‘permesso’ di uccidere il ragazzo alla mafia di Quarto Oggiaro.

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