'Ndrangheta, arrestati 35 imprenditori. Gratteri:"Tra Tirreno consentino e Cosenza era una combine"

Giovedì 19 Gennaio 2017 15:06 di Redazione WebOggi.it

“Tra il Tirreno cosentino e Cosenza invece era tutta una combine, come nel calcio”. Lo dice il procuratore capo della Dda di Catanzaro, Nicola Gratteri, commentando la maxioperazione che questa mattina ha portato al fermo di 35 imprenditori e al sequestro preventivo di 54 imprese in tutta Italia. Gli indagati sono accusati di essere riusciti grazie ai rapporti con boss della ‘ndrangheta del Reggino e del Cosentino ad aggiudicarsi decine di appalti pubblici nelle due province. “Questa e’ una costola – spiega ancora Gratteri dell’indagine sul clan Muto di Cetraro eseguita a luglio. All’epoca, in manette era finito il capoclan Franco Muto, insieme a molti dei suoi luogotenenti. A prendere le redini e’ stata la moglie, Angelina Corsanto, che per conto del marito ha continuato ad amministrare gli affari e gli imprenditori del clan. Approfondendo – conclude Gratteri – abbiamo scoperto che il maggior imprenditore del cosentino, Barbieri, era d’accordo con i colletti bianchi dei Muto. Lavoravano sempre in cordata, a Cosenza come a Cetraro”.

(Fonte il Velino)


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