
Natale al tempo del Covid. Le indicazione della Cei calabrese per le celebrazioni che "facciano riscoprire il vero senso della prossimità"
Martedì 08 Dicembre 2020 16:46 di Redazione WebOggi.it
Il messaggio degli Arcivescovi e Vescovi della Calabria ai presbiteri e ai fedeli in occasione della Solennità dell'Immacolata Concezione
Ai Carissimi presbiteri e fedeli tutti delle nostre Chiese di Calabria.Le prossime festività natalizie ci trovano ancora coinvolti in una situazionesanitaria preoccupante e seria. La pandemia, in corso ormai da mesi, ha attraversatoquest’anno che volge al termine, scombinando abitudini e mettendo in discussioneconvinzioni che sembravano ormai radicate in ciascuno, sia livello sociale sia alivello ecclesiale.
Come Chiesa, che vive nella storia e nel tempo, sentiamo di esprimerci avicenda una prossimità che, attingendo alla fede nel Signore risorto, sia diconsolazione e di illuminazione.Nel contesto dell’attesa della celebrazione del Natale del Signore, noi VostriVescovi avvertiamo la responsabilità di continuare a mantenere vivo il sensoautentico dello spirito cristiano. Lo facciamo senza sottrarci alle leggi civili che, inquesto contesto pandemico, sono state previste per il bene della collettività. Ma siamoanche ben convinti, che l’obbedienza alle leggi dello Stato come buoni cittadini,possa essere inglobata all’osservanza delle norme liturgiche che, provenienti dallasapienza e dalla tradizione della Chiesa, ci permettono di viverne pienamente lo
spirito, non da meri esecutori di rubriche, bensì con l’inserimento pieno nelle fedevissuta dalla Chiesa.
La liturgia natalizia, che è venuta formandosi nel contestodell’approfondimento del Mistero dell’incarnazione nei grandi Concili dei secoli IVV,rende questo legame ancora più forte e comprensibile.Il Natale è stato così considerato strettamente legato alla Pasqua, quasi una sua
anticipazione, il suo punto di partenza, come afferma la colletta del Messa del 5gennaio: "Dio nella nascita del suo Figlio ha dato mirabile principio alla nostraredenzione".
A partire da queste convinzioni, nella liturgia, il tempo cronologico, scanditoda giorni e ore ben determinati, ha una sua valenza simbolica non eludibile e, proprioa partire dalla venuta di Cristo, questo tempo si trasforma in un kairòs, cioè in unaspeciale grazia.Alla scuola della ChiesaLa Chiesa, come madre e maestra, per aiutare i fedeli ad entrare meglio nelmistero della nascita di Gesù, nella solennità del Natale ha quattro formulari per laCelebrazione Eucaristica:− il primo formulario è quello della Messa vespertina nella vigilia, introdotto nelMessale Romano dopo la riforma del Concilio Ecumenico Vaticano II;− nel secondo – Messa nella notte – si celebra la nascita di Cristo, sole cheillumina la notte; il Verbo, generato dal Padre da tutta l’eternità, nasce neltempo da Maria; il canto degli angeli, che unisce terra e cielo, fa risuonare laparola della pace;− nella Messa dell’aurora il Cristo si eleva sul mondo: egli è luce che illuminaogni uomo; assieme ai pastori, senza indugio, ci incamminiamo verso la grottaper vedere il Bambino; nota dominante è lo stupore, il silenzio adorante e dellagioia;− nella Messa del giorno, la luce di Cristo, Verbo fatto carne, brilla sull’universointero: il prologo giovanneo ci stabilisce interiormente là dove il Verbo è statogenerato, nel seno del Padre, ci dispone poi a percorrere il suo medesimocammino, per giungere, in fine, con tutta la creazione, a quella luce che nonconosce tramonto; alla fede, uniamo così la speranza e l’amore.
- La Messa nella notteI formulari delle tre messe natalizie sono testimoniati dagli antichiSacramentari dove esse sono assegnate a tre stazioni papali: Santa Maria Maggiore (amezzanotte), Sant’Anastasia (all’alba) e a San Pietro (di giorno). Nell’attualecondizione pandemica, come previsto dall’ ultimo DCPM che ha stabilito il“coprifuoco” alle 22.00, la Messa nella notte, non può essere celebrata per il rispettodelle norme rituali. Riusciamo ad entrare in questa logica seguendo e le indicazioniliturgiche.
- "Nel Natale del Signore, ogni sacerdote può celebrare o concelebrare le treMesse, purché queste si celebrino secondo l’orario corrispondente ai loroformulari: nella notte, all’aurora, durante il giorno». (MR 2020, p. 36).2. "Nel giorno di Natale tutti i sacerdoti possono (non è obbligatorio) celebraretre Messe, purché nella celebrazione si attengano all’orario corrispondente: anotte, all’aurora e al giorno. Le tre Messe sono giustificate da motivi pastoralie non da devozioni private o personali». (Guida Liturgica Calabria 2020-
2021, pp. 42-43). - La Messa nella notte di Natale non si può anticipare alle ore vespertine oserali, ma deve possibilmente celebrarsi attorno alla mezzanotte.Al pomeriggio o alla sera del 24 dicembre è bene celebrare la Messa vespertinanella vigilia (Guida Liturgica Calabria 2020-2021, pp. 41-42).
- Dopo l’annuale celebrazione del mistero pasquale, la Chiesa non ha nulla dipiù sacro della celebrazione del Natale del Signore e delle sue primemanifestazioni: ciò essa compie con il Tempo di Natale. Il Tempo di Nataleinizia con i Primi Vespri del Natale del Signore e termina la domenica dopol’Epifania, cioè la domenica che cade dopo il 6 gennaio. La Messa vespertinanella Vigilia di Natale si celebra alla sera del 24 dicembre, o prima o dopo i
Primi Vespri. Nel giorno di Natale, secondo l’antica tradizione romana, sipossono celebrare tre Messe: nella notte, all’aurora, nel giorno (Normegenerali per l’ordinamento dell’Anno liturgico e del calendario, nn. 32-34).Da ciò si evince che la Messa nella notte è la prima Messa del giorno 25dicembre. - Le solennità rientrano fra i giorni principali, la cui celebrazione inizia con iPrimi Vespri, il giorno precedente. Alcune solennità hanno anche la Messapropria della vigilia, da usarsi alla sera del giorno precedente, qualora sicelebrasse la Messa nelle ore serali». (Norme generali per l’ordinamentodell’Anno liturgico e del calendario, Guida liturgica Calabria, p. 42)
- Le preghiere eucaristiche utilizzano il formulario “nella notte santissima” conun riferimento esplicito alle ore notturne e anche i formulari della Messa nellanotte fanno riferimento esplicito alla notte: Colletta "Questa santissima notte", sulle offerte "In questa notte".
La Messa vespertina nella vigiliaPrivati della celebrazione della Messa nella notte per i motivi esaminati, nonl’avvertiamo né come limitazione né come mortificazione di una consuetudine
vissuta da sempre e ben radicata: purtroppo la fase pandemica ci sta portando a
seguire scelte alternative, con un potenziale di flessibilità che non dispiace ad una
capacità di adattamento a situazioni nuove e impreviste.La liturgia ci permette, però, di vivere la solennità di Natale anche nellaMessa vespertina nella vigilia. L’orario di inizio può variare in considerazione direaltà locali e secondo le varie esigenze: quello tra le 17.00 e le 20.00 sembra ilpiù conveniente. - A conferire un tono consono alla solennità, la celebrazione può esserepreceduta da un’introduzione comunitaria di preghiera, come, ad esempio, la
celebrazione dei Primi Vespri o il canto dell'antica Kalenda del Martirologio.Secondo le modalità proprie di ogni comunità, è significativo prevedere ladeposizione del Bambinello nel presepe, ricordando che non è possibile fare il“tradizionale bacio”, per il rispetto delle norme igieniche. Il contenimento negli orariscelti potrebbe rendere anche possibile di partecipare, mediante i mezzi dicomunicazione, alle celebrazioni presiedute da Papa Francesco nella BasilicaVaticana, per vivere in comunione di spirito e preghiera con Lui.3. Proposte in ambito familiareLa stessa famiglia – pur se ridotta nei partecipanti – può vivere più lietamentele ore del convivio con margini di un tempo allargato. In merito giova ricordare leproposte presenti nel Direttorio su Pietà Popolare e Liturgia, le quali suggeriscono dicurare alcuni momenti tipicamente familiari:- "l’inaugurazione del presepio domestico, che può dare luogo a un momento dipreghiera di tutta la famiglia: preghiera che comprenda la lettura del raccontolucano della nascita di Gesù, in cui risuonino i canti tipici del Natale e si levi lasupplica e la lode, soprattutto dei bambini, protagonisti di questo incontrofamiliare". - In questo la nostra cultura Calabrese registra e conserva dappertutto unapreziosità e una ricchezza di segni, di testi poetici e letterari, di canti in vernacolo, dimusiche dolcissime, di melodie con gli strumenti legati al mondo della pastorizia, diarti plastiche, tutte veramente stupende che attingono le cime di una spiritualità purae genuina, sempre evocatrice di sentimenti di una vita possibile e più buona.- «l’inaugurazione dell’albero di Natale. Essa si presta pure a istituire un momentosimile di preghiera familiare. Infatti, a prescindere dalle sue origini storiche,l’albero di Natale è oggi un simbolo fortemente evocativo, assai diffuso negliambienti cristiani; evoca sia l’albero della vita piantato al centro dell’Eden (cf. Gn2, 9), sia l’albero della croce, ed assume quindi un significato cristologico: Cristo èil vero albero della vita, nato dalla nostra stirpe, dalla vergine terra santa Maria,albero sempre verde, fecondo di frutti. Tra i doni posti sotto l’albero di Natale nondovrà mancare il dono per i poveri: essi fanno parte di ogni famiglia cristiana»;
Quest’anno dovremmo essere un po' più generosi per le accresciute situazionidi povertà e di bisogni. "la cena di Natale. - La famiglia cristiana che ogni giorno, secondo la tradizione,benedice la mensa e ringrazia il Signore per il dono del cibo, compirà questo gestocon maggiore intensità ed attenzione nella cena di Natale, in cui si manifestano contutta la loro forza la saldezza e la gioia dei vincoli familiari» (n.109).
- Lo stupore è la vera porta per entrare nell’adorazione e nella gioia del Natale.Natale è “Dio che si fa nostro prossimo”, “Dio che viene ad abitare il deserto dellenostre esistenze” così tanto provate. Lasciamoci perciò raggiungere dall’annuncio cheha percorso i secoli di storia in modo la celebrazione diventi per ognuno di noi undono di pace e di gioia, poiché come Chiesa siamo invitati a celebrare la lode per ilcompimento delle promesse d’amore di Dio.Sorretti da queste considerazioni, siamo sicuri che sapremo interiorizzare efarle nostre cosicché la Messa vespertina nella vigilia ci faccia gustare pienamente lagioia del Natale, che si esprime già nel canto del Gloria e in tutti i riferimenti allasolennità.Auguriamo per questo ad ognuno di Voi, alle Vostre famiglie un vero serenoSanto Natale: anche a chi – e sono tanti – si trovano ad avvertire un freddo piùintenso di quello di Gesù nella grotta di Betlemme per motivi legati alle precariecondizioni di salute, a problemi economici e finanziari, a stati d’animo difficili,dovuti a cause diverse.
- Da quando il Verbo di Dio – Gesù – si è incarnato nella nostra natura umana,siamo certi che egli sempre la sostiene, la redime, la salva. Questa incrollabile fiduciaè il dono che possiamo accogliere da lui ricambiandolo con l’incarnazione dellanostra vita di questa grande verità.
